QR code per la pagina originale

ICANN apre a nuove registrazioni

L'ICANN apre alla proposta di nuovi domini di primo livello a partire dal 12 gennaio, ma i proprietari di marchi sono già sul piede di guerra.

,

L’ICANN, l’ente no-profit regolatore dei domini Internet, apre a nuove registrazioni: in breve tempo, a fianco dei tradizionali .com, .it, .org e via dicendo, potrebbero apparire una lunga serie di top level domain, tra cui i più gettonati sarebbero .book, .aero e l’ampiamente dibattuto .xxx.

L’apertura delle registrazioni avverrà il prossimo 12 gennaio, ma dall’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers si sottolinea come sarà tutto fuorché un procedimento rapido. Non esistono, infatti, date di scadenza né per la sottomissione né per la valutazione dei domini di primo livello proposti, perché ogni approvazione passerà sotto l’attenta lente d’ingrandimento della violazione dei marchi registrati. Non si tratterà, inoltre, di un percorso senza costi: chi vorrà proporre un nuovo dominio, dovrà sborsare ben 185.000 dollari.

Il piano di ampliamento proposto dall’ICANN è stato approvato lo scorso giugno e non sembra volersi arrestare nonostante le fitte polemiche dei grandi nomi della Rete, i quali hanno promesso di intentare causa legale affinché l’ente non esponga le loro attività a rischi informatici. Molti player del settore, infatti, temono che l’apertura dei confini ben definiti delle registrazioni Internet potrebbe portare a una nuova ondata di reati virtuali, o pseudo tali, come ad esempio il cyber-squatting. Per cyber-squatting si intende l’attività di registrare un dominio corrispondente a nomi o a marchi altrui, con lo scopo di trarne profitto con la compravendita. Molti gli esempi occorsi nella storia della Rete, come il famoso Madonna.com oggetto della prima disputa mediatica agli inizi degli anni 2000. Cosa potrebbe succedere, perciò, se qualche malintenzionato decidesse di registrare face.book, windows.aero o associare il nome di qualche personaggio di spicco a un dominio .xxx?

Già dallo scorso Novembre, l’Association of National Advertiser e la Coalition for Responsible Internet Domain Oversight sono sul piede di guerra, perché la mossa dell’ICANN costringerebbe privati e industrie a registrare nomi associati ai nuovi domini, anche in caso non vi fosse una precisa necessità d’utilizzo. Sicuramente aziende, società e singoli vorranno assicurarsi il possesso dei loro marchi su tutti i nuovi domini disponibili, con un esborso economico davvero ingente.

L’ente, tuttavia, sembra essere determinato a proseguire per la propria strada, assicurando a tutte le parti di fornire tutte le contromisure necessarie per non infrangere gli interessi di singoli e organizzazioni. Ma davvero si riuscirà a vagliare al meglio ogni richiesta, verificando la legittimità della stessa, considerato come già si vociferano milioni di registrazioni? Per aver risposta, bisognerà attendere almeno la seconda metà del 2012.

Nel frattempo, l’ICANN starebbe anche vagliando l’ipotesi di aprire alle URL composte da caratteri diversi dall’alfabeto latino, per la gioia del continente asiatico che si ritroverebbe a poter utilizzare, ad esempio, gli ideogrammi per definire uno specifico sito Web.

Fonte: Reuters • Via: Ars Technica • Notizie su: