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L’1% degli utenti consuma il 50% del traffico dati

L'1% degli utenti dotati di dispositivi in grado di connettersi a internet consuma il 50% della banda larga mondiale: il problema va aggravandosi.

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Uno studio firmato Arieso, società con sede a Newbury in Inghilterra, consente di capire e misurare quanto gli utenti più attivi della rete consumino traffico in proporzione al consumo complessivo dell’intera popolazione connessa. Il risultato è stato per certi versi sorprendente. Si è scoperto infatti che circa il 10% degli utenti mobile consuma addirittura il 90% della banda larga wireless mondiale. L’1% corrisponde invece a circa il 50%.

Lo studio ha monitorato 1,1 milioni di clienti di un singolo operatore mobile nel giro di 24 ore nel mese di novembre. Il divario tra gli “utenti estremi” e il resto della popolazione mondiale starebbe, secondo quanto tracciato dall’analisi, crescendo precipitosamente. Nel 2009, infatti, il 3% dei primi generava il 40% del traffico di rete: ora Arieso fa sapere che questi “pompano” traffico fino al 70%, concentrando su di sé e sui propri strumenti gran parte delle risorse disponibili.

Michael Flanagan, chief technology officer di Arieso, ha spiegato che la studio non ha prodotto un profilo ben preciso dei cosiddetti “utenti estremi”, ma si riferisce comunque a un mix di clienti aziendali capaci di accedere a internet tramite le reti 3G e quelli provvisti di pacchetti mobile con accesso illimitato alla rete. La causa del traffico in eccesso sarebbe proprio da ricercare in questi ultimi profili.

Questo significa che gli operatori dovranno correre presto ai ripari per evitare che la rete possa congestionarsi (problema già posto da tempo dai principali attori del settore). Va considerato infatti che il mercato degli smartphone e dei tablet è in continua crescita, e nel giro di un decennio la quantità dei vecchi cellulari, almeno nei paesi industrializzati, potrebbe assottigliarsi fino a diventare solo una goccia in un vasto oceano di dispositivi in grado di connettersi a internet, e quindi alimentare ancora di più quel genere di connessioni da una tipologia di utenti che oggi preoccupa gli operatori di tutto il mondo.

 

Fonte: The New York Times • Immagine: acaben • Notizie su: