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Interfaccia 3D e gesture Kinect su iOS?

Apple brevetta un'interfaccia 3D per iOS, con gesture di tipo Kinect.

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Allo United States Patent & Trademark Office è stato recentemente pubblicato un brevetto di Cupertino che descrive un’innovativa interfaccia 3D per dispositivi iOS completamente libera dal contatto fisico con lo schermo e caratterizzata da gesture che ricordano un po’ quelli di Kinect di Microsoft.

L’idea è di creare un ambiente per l’utente completamente tridimensionale, delimitato da due pareti laterali, un muro virtuale, un pavimento e un soffitto. Gli oggetti bidimensionali vengono fatti aderire alla parete di sinistra, mentre quelli a tre dimensioni vengono allineati sul pavimento, esattamente in primo piano; tutti, però, vengono riposizionati dinamicamente se l’utente effettua un qualche movimento nello spazio, o ruota il dispositivo:

«Per esempio, l’ambiente 3D potrebbe essere mostrato ogni qual volta l’utente tiene il dispositivo mobile tra le sue mani e lo pone direttamente rivolto verso il proprio viso. In questa orientazione, la fotocamera immaginaria mostra il muro posteriore. Se l’utente ruota il dispositivo in senso orario o antiorario, la vista delle fotocamera si muove di conseguenza da una parte o dall’altra del muro… Più in particolare, mentre l’utente ruota il suo dispositivo mobile in senso orario (sull’asse di rotazione delle ascisse), la camera si muove verso la parete 112a (dell’immagine qui in alto, n.d.A.).»

In un’implementazione del brevetto, gli ingegneri descrivono la possibilità di far riconoscere ad iOS anche movimenti che avvengono nello spazio, rilevati dai sensori di prossimità integrati in tutti i dispositivi mobili con la mela, non in modo dissimile da quanto abbiamo già visto con Microsoft Kinect. Si tratta in ogni caso di un 3D “ordinario”, almeno sulla carta; niente a che vedere, per esempio, col 3D senza occhiali di Nintendo 3DS. Il problema vero in uno scenario del genere, semmai, sarebbe il consumo di potere computazionale necessario per alimentare il tutto, ma chissà che i chip del futuro non possano risolvere elegantemente la questione.