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Web e blog parlano sempre più cinese, nonostante la censura

Cina, aumenta il numero di utenti connessi online: prediligono le piattaforme di micro-blogging.

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Cresce il numero di coloro che utilizzano Internet in Cina, giunto ormai a più di mezzo miliardo di utenti, con quasi la metà di essi che utilizzano servizi di microblogging. È quanto emerge in base a un rapporto redatto dal China Internet Network Information Center (CNNIC), il quale fornisce i dati relativi alla crescita dell’utenza online in quel territorio.

Per l’esattezza sono 513 milioni i cinesi online, un numero cresciuto del 4% rispetto a quanto rilevato nel 2010 e con una percentuale di penetrazione del 38,3%. Sebbene ancora il 60% della popolazione cinese non si connetta a Internet, i dati rappresentano comunque qualcosa di estremamente rilevante, con un territorio in crescita nonostante i forti controlli governativi e la censura imposta in diversi siti locali.

Coloro che utilizzano piattaforme per i blog sono in netto aumento: si segnala infatti una crescita del 296% rispetto a quanto rilevato nell’anno precedente, mentre i cinesi che si collegano a Internet per usufruire della posta elettronica sono in calo dal 54,6% al 47,9%. Un popolo dunque che non solo dimostra di apprezzare le peculiarità della Rete ma che soprattutto si dirige verso l’utilizzo del microblogging. È soprattutto Weibo, piattaforma simil-Twitter, a veder aumentato il numero di utenti che ne fanno uso, nonostante la censura online che non demorde: a dicembre infatti le autorità locali hanno annunciato nuovi regolamenti per tali piattaforme e gli utenti sono obbligati a registrarsi con i nomi reali. Si ricorda che Twitter e gli altri principali siti di comunicazione sociale come Facebook e YouTube in Cina sono bloccati dalla censura, dunque i blog sono diventati ormai lo strumento preferito di espressione da parte dell’utenza locale.

Infine, boom anche per gli accessi a Internet tramite dispositivi mobile quali smartphone e tablet e dalle aree rurali, che hanno registrato rispettivamente una crescita del 17,5% e dell’8,9%.

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