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Banca svaligiata con un attacco cracker

Ad inizio mese una banda di cracker è riuscita a sottrarre 6,7 milioni di dollari dalle casse di una banca aggredendo il sistema informatico della stessa.

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Nell’era del web non servono pistole, passamontagna ed enormi sacchi vuoti per compiere una rapina in banca. Non serve nemmeno il più tradizionale dei “Alto le mani, questa è una rapina”! Come dimostrato nelle scorse settimane da alcuni cracker, infatti, è sufficiente possedere sufficienti conoscenze informatiche ed individuare un ente dotato di sistemi potenzialmente vulnerabili. Il tutto è accaduto in Sud Africa, ove una gang di cybercriminali è riuscita a portare a casa un bottino da ben 6,7 milioni di dollari.

Trattasi di un’operazione pianificata ad hoc e studiata nei minimi dettagli. Gli aggressori hanno infatti aperto diversi conti in alcune filiali della South African Postbank, la quale fa capo al servizio postale della nazione, nel corso degli ultimi mesi del 2011. Consapevoli delle possibili falle presenti nel sistema informatico della stessa, poi, gli autori della rapina digitale hanno approfittato della chiusura degli uffici a cavallo dello scorso Capodanno per introdursi in uno dei computer della banca ed avviare così il trasferimento di ingenti somme dai conti correnti di ignari clienti ai propri.

Il tutto è avvenuto in pochi minuti, lasciando ai membri del gruppo il tempo necessario a prelevare buona parte del bottino presso diversi sportelli automatici. Alla ripresa delle attività il furto è stato immediatamente scoperto dai dipendenti tornati al lavoro, ma oramai la frittata era fatta: i cracker erano riusciti ad intascare il frutto dell’aggressione e soprattutto a far sparire le proprie tracce. Il bottino, secondo le prime ricostruzioni, dovrebbe oscillare intorno a poco meno di 7 milioni di dollari ed al momento le autorità stanno investigando per apprendere maggiori dettagli sull’accaduto.

Le indagini dovranno inoltre fare luce su numerosi dubbi riguardanti tale operazione, nella quale si sospetta possa essere coinvolto anche un dipendente della banca, il quale avrebbe spianato la strada agli aggressori con soffiate o tramite un aiuto diretto dall’interno del sistema informatico. Dal Sud Africa rimbalza inoltre la voce secondo cui una simile aggressione non rappresenta un evento del tutto inatteso, essendo i sistemi informatici della banca attaccata piuttosto obsoleti e bisognosi di importanti operazioni di manutenzione.

Fonte: Sunday Times • Immagine: Steven Depolo • Notizie su: