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Android vs. Oracle, processo ancora lontano

Il giudice chiede a Oracle di rivedere la stima dei danni richiesti a Google, l'azienda risponde mettendo sul tavolo le presunte cifre portate da Android nel portafogli di bigG.

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Si torna a parlare di Google e Oracle, di nuovo protagonisti nelle aule della giustizia per l’ormai longeva questione legata all’impiego di Java all’interno del sistema operativo Android. Dopo che l’accusa ha modificato la richiesta di risarcimento danni portandola da 6,1 a due miliardi di dollari, le parti si sono presentate ancora di fronte al giudice William Alsup, che si è però nuovamente rifiutato di fissare una data per l’inizio del processo.

Per procedere è necessario che Oracle riduca ulteriormente la somma rivendicata, oppure difficilmente riuscirà a trascinare i vertici di Google sul banco degli imputati. L’azienda ha dunque risposto con una dichiarazione che focalizza l’attenzione sul denaro che ogni anno finisce nelle casse di Mountain View grazie al sistema operativo mobile.

La stima parla di 10 milioni di dollari al giorno, o 3,65 miliardi di dollari ogni anno. Un numero ottenuto tenendo in considerazione i dispositivi Android attivati ogni 24 ore (circa 700.000) e moltiplicandoli per un valore medio di 14 dollari, ovvero la cifra che ogni utente frutterebbe a Google grazie ai proventi delle inserzioni online. A questo andrebbero poi aggiunti i guadagni dovuti alle applicazioni distribuite sull’Android Market.

Oracle si spinge poi oltre, con una previsione che vorrebbe il volume di device attivati ogni giorno salire nel breve periodo fino a 2,5 milioni. Un’ipotesi ottimistica, forse troppo. Sta di fatto che l’universo Android è davvero in continua espansione e, sebbene le stime odierne di Oracle possano essere etichettate come un tentativo di convincere il giudice, mettono una volta di più in luce la repentina crescita fatta registrare dalla piattaforma mobile di Mountain View.

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