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Megaupload, sequestrati server e auto di lusso

L'FBI ha sequestrato ai titolari di Megaupload e Megavideo enormi display, 60 server e varie auto di lusso, per un totale stimato in 50 milioni di dollari.

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A distanza di poche ore emergono alcuni interessanti dettagli relativi all’operazione che ha portato al sequestro dell’impero Megaupload ed all’arresto di alcuni dei suoi gestori. Da più parti la si è definita come una bomba nucleare sul mondo della pirateria: nel bel mezzo delle discussioni sulla SOPA, infatti, le autorità hanno dato scacco matto al riferimento principale al mondo con una operazione che si è estesa dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, dalla Germania alle Filippine, dalla Slovacchia alla Cina ed in altri paesi ancora.

18 i domini chiusi dalle autorità: Megastuff.co, Megaworld.com, Megaclicks.co, Megastuff.info, Megaclicks.org, Megaworld.mobi, Megastuff.org, Megaclick.us, Mageclick.com, HDmegaporn.com, Megavkdeo.com, Megaupload.com,; Megaupload.org, Megarotic.com, Megaclick.com, Megavideo.com, Megavideoclips.com e Megaporn.com.

Particolarmente interessante è il quantitativo di materiale sequestrato ai diretti interessati, qualcosa che le autorità hanno quantificato in 50 milioni di dollari in asset. E si tratta in questi ultimi casi di materiale sicuramente di prima scelta:

  • tre display Samsung 820DXN LCD  da 82 pollici
  • due display Sharp LCD TVs da 108 pollici
  • due videocamere Sony PMW-F3K
  • due display Sharp LC-65XS1M LCD da 65 pollici
  • un display TVLogic da 56 pollici
  • 60 server Dell 710
  • una Rolls-Royce Phantom Drop Head Coupe del 2008
  • una Maserati GranCabrio del 2010
  • una Lamborghini LM002 del 1989
  • una Cadillac Series 62 convertible del 1959
  • Cadillac El Dorado del 1957
  • moto Harley Davidson e Von Dutch Kustom
  • due Mini Cooper S coupe del 2010
  • due acquascooter Sea-Doo GTX

Le auto sarebbero state registrate con targhe del tutto significative se non, in alcuni casi, addirittura esplicite: “GOD” sulla Rolls Royce, “HACKER”, “KIMCOM”, “POLICE”, “WOW”, “MAFIA”, “GOOD”, “CEO” ed altre ancora.

A tutto ciò si aggiungerebbero due sculture. Trattasi di materiale acquistato con i 175 milioni di dollari che, secondo l’accusa, i titolari del sito avrebbero incassato nel tempo tramite i canali promozionali utilizzati sulle pagine dei download offerti gratis a tutto il mondo.

Fonte: CNet • Notizie su: