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eBook, pratiche anti-Amazon: nuove prove contro Apple

Spuntano nuove prove che dimostrerebbero come Apple e 5 editori si siano accordati per limitare il successo di Amazon nel mercato degli eBook.

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Anche se Apple ha da poco annunciato nuove partnership con gli editori per presentare iBooks 2 e le novità dedicate al mondo dell’istruzione, non sono mancate le reazioni negative: gli avvocati che stanno portando avanti la class-action contro Cupertino hanno modificato la documentazione, allegando nuove prove finalizzate ad avvalorare la teoria della politica anti-concorrenziale che Apple e cinque editori avrebbero messo in atto per limitare Amazon e altri concorrenti.

La causa è partita nello scorso agosto dallo studio legale Hagens Berman. Un gruppo di consumatori ha accusato Apple e altri editori di essersi accordati silenziosamente per tentare di distruggere Amazon, leader del mercato degli eBook. Sono HarperCollins, Hachette, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster i nomi che figurano nella lista.

Secondo le modifiche introdotte nella causa legale lo scorso venerdì, vi sarebbero nuove dichiarazioni da parte di dirigenti di diversi editori concorrenti che dimostrano come Apple e i publisher chiamati in causa abbiano puntato il dito contro Amazon poiché considerata come una minaccia per la sopravvivenza a lungo termine della loro redditività. Per fare un esempio, Hatchett Livre, Arnaud Noury e un dirigente di Amazon si sarebbero incontrati il 3 dicembre 2009, ovvero diverse settimane prima delle presentazione di iPad: oggetto dell’incontro sarebbe stato il tentativo di convincere l’azienda di Jeff Bezos ad aumentare il prezzo degli eBook distribuiti tramite Kindle Store di circa 2 o 3 dollari a copia, poiché farlo – sottolineava Hatchett – avrebbe risolto vari problemi.

Secondo la denuncia, dopo il rilascio sul mercato di iPad e iBooks, i cinque editori chiamati in causa hanno aumentato il prezzo degli eBook dal 30% al 50% e hanno completamente modificato il panorama dei prezzi che esisteva da decenni nel settore. Una condotta anti-concorrenziale che avrebbe, come previsto dalla presunta cospirazione attuata da tali editori e da Apple, fatto sì che il costo dei libri digitali sia aumentato vertiginosamente, avvicinandosi pericolosamente o superando anche in qualche caso il prezzo dei libri cartacei.

Maggiori sviluppi sulla causa arriveranno nelle prossime settimane, ma v’è la volontà di far luce sulla vicenda e comprendere se tale illecito accordo tra le parti esista davvero o meno.

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