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Evi, l’alternativa a Siri per iPhone 4, iPod Touch e iPad 2

Evi è l'alternativa Nuance a Siri, disponibile a 79 cents su iOS anche per iPhone 4, iPad 2 e iPod Touch.

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Siri è la mania del momento, la feature più richiesta dai fedeli utenti Apple. Ma c’è un’altra applicazione che potrebbe entrare presto nei cuori degli user del mondo iOS, soprattutto fra i possessori di un iPhone 4, di un iPod Touch di quarta generazione o di un iPad 2: Evi.

Evi è sostanzialmente un clone di Siri elaborato da True Knoledge, disponibile sia per piattaforma iOS che per quella Android. Il suo punto di forza è, tuttavia, la possibilità di installazione su qualsiasi iDevice targato mela, portando quindi il mondo della ricerca vocale intelligente anche su dispositivi diversi da iPhone 4S.

In vendita a 0,79 centesimi su App Store, nonostante per Android sia distribuita gratuitamente, Evi sostanzialmente non delude le aspettative. Così come Siri, infatti, è in grado di capire i comandi dell’utente non solo dal punto di vista letterale, ma anche cogliendone il senso. Il tutto grazie alla tecnologia di riconoscimento vocale Nuance che ne costituisce le fondamenta.

Qualche problema in più, però, potrebbero averlo gli utenti italiani. Da un nostro test su un iPod Touch di quarta generazione, Evi pare comprendere ogni richiesta senza troppi intoppi, analizzando correttamente i comandi nonostante siano impartiti con un accento non propriamente british. I dubbi, tuttavia, derivano dalle risposte. Per quasi tutti i tentativi, dopo aver interpretato il comando Evi si è imbattuta in problemi di Rete, rimandando un messaggio d’attesa o il più classico dei “ci sono problemi sui server, prova di nuovo”. Non è dato sapere la natura della problematica, considerato come altre applicazioni installate sul dispositivo non abbiano riscontrato alcun problema di connettività. Forse il servizio è riservato ai soli utenti statunitensi, ma ciò non giustificherebbe la messa in vendita anche sulla versione italiana di App Store. Più probabile, quindi, una banale congestione dei suoi server. Se ne saprà di certo di più nei prossimi giorni.

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