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Facebook Timeline: il diario piace a meno di un utente su 10

Un utente su dieci gradisce la Timeline, mentre uno su due la ritiene pericolosa per la propria privacy.

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La Timeline è uno degli argomenti più caldi degli ultimi mesi quando si parla di Facebook: il nuovo diario lanciato dal portale di Menlo Park fa infatti discutere gli utenti, divisi tra chi intravede nuove possibilità d’uso del social network e chi invece teme per la propria privacy. Quest’ultimo gruppo sembra essere tuttavia il più folto: un sondaggio condotto da Sophos su circa 4000 utenti dimostra infatti che la Timeline non è al momento particolarmente apprezzata.

Secondo i dati, infatti, circa il 50% degli intervistati vede nella Timeline una minaccia per la propria riservatezza online, in quanto renderebbe eccessivamente semplice individuare contenuti passati che potrebbero rappresentare motivo di imbarazzo. La percentuale di coloro che invece hanno accolto con piacere la nuova versione dei profili è ferma all’8%, così come quella di coloro che hanno dichiarato che prima o poi ci fanno l’abitudine: al momento, dunque, meno di un utente su 10 gradisce la Timeline.

Fine ultimo di tale feature è quello di trasformare il modo di concepire il social network fondato da Mark Zuckerberg, trasformando il flusso di informazioni che quotidianamente transita attraverso i server dell’azienda in un insieme di dati da poter organizzare in maniera più opportuna, allestendo una sorta di blog personale che in qualche modo rappresenta lo specchio della propria vita digitale. In pochi click è possibile quindi scorrere la linea del tempo e ad andare a ritroso nella cronologia delle pubblicazioni di amici e parenti.

Proprio tale aspetto rappresenta uno dei motivi per i quali la Timeline suscita sospetti negli utenti, in quanto consente di scovare contenuti finiti nel dimenticatoio e che i legittimi proprietari non hanno avuto modo di eliminare in tempo. Facebook, d’altro canto, ha da sempre difeso la propria posizione evidenziando come la Timeline non implichi alcun cambiamento in termini di privacy e non modifichi in alcun modo la gestione dei contenuti, in quanto ogni elemento visualizzato grazie a essa era in egual modo accessibile in precedenza.

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