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Google: la censura non sia un algoritmo

Alla Camera dei Comuni Google rivendica il proprio sistema di censura sui risultati, negando la possibilità di un algoritmo che censuri in automatico.

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In una audizione nel Regno Unito presso la Camera dei Comuni, Google ha dovuto prendere posizione circa una questione estremamente spinosa: il diritto e le modalità di estromettere particolari pagine dai risultati del motore di ricerca. Sul tema non ci sono stati però ripensamenti rispetto al passato e Google ha rivendicato la bontà delle procedure adottate ad oggi.

Quel che le autorità avrebbero voluto da Google è un sistema tale per cui, data una serie di contenuti da filtrare dal motore di ricerca, un algoritmo avrebbe potuto fare il lavoro sporco di rimozione in automatico. Google ha invece respinto tale ipotesi, confermando piena convinzione nelle pratiche fin qui adottate: chi intende richiedere la rimozione di una pagina non deve far altro che indicare indirizzo e motivazioni nell’apposito modulo, dopodiché sarà il gruppo di Mountain View ad occuparsi delle pratiche agendo non tanto con algoritmi, ma piuttosto con un apposito team umano.

In ballo non v’è tanto la contesa relativa a casi specifici, quanto piuttosto una questione di diritto a livello generale. Mettere un algoritmo nelle mani delle autorità, infatti, significa privare Google di parte del controllo sul proprio indice. Finché Google potrà continuare ad agire così come ad oggi, invece, il controllo sulla “censura” sarà indipendente, valutato caso per caso.

Trattasi di una questione importante soprattutto alla luce del dibattito attorno all’ACTA ed al modo in cui il diritto sta cambiando attorno a questioni come privacy e copyright: la Rete rivendica un ruolo, la politica tende a sminuirlo. Google rivendica indipendenza, la politica prova invece a forzare la mano.

Il caso Max Mosley ha fatto scuola: mentre si richiedeva da una parte la rimozione coatta di tutti i contenuti relativi allo scandalo che ha coinvolto il massimo rappresentante della FIA, dall’altra si ricorda come soltanto l’azione umana possa valutare le singole pagine per capire ove i contenuti possano essere o meno legittimi. Nessuna immediatezza d’azione può essere promessa, insomma, in virtù della necessità di un controllo umano su una questione delicata quale la rimozione di pagine (ed i conseguenti risvolti in termini di libertà d’espressione).

Nell’audizione dalla Camera dei Comuni ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, ma il confronto va in archivio come l’ennesimo tassello in una battaglia che le parti combattono ormai a tutto campo.

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