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Facebook in Borsa: i possibili rischi

Facebook sarà presto quotato in borsa; non mancano però i rischi per gli investitori, con il timore della bolla sempre dietro l'angolo.

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I rumor sono diventati realtà ed il tanto atteso grande passo è finalmente giunto: nelle scorse ore Facebook ha depositato i tradizionali documenti per l’offerta pubblica iniziale presso gli uffici della SEC. Il debutto del social network più famoso al mondo sul listino è dunque soltanto questione di tempo, ma non è tutto oro ciò che luccica: benché il portale registri numeri che nessun altro sito Web è in grado di offrire, infatti, il rischio dell’investimento risulta piuttosto alto a causa di una serie di fattori da tenere in stretta considerazione. E che è la stessa Facebook ad elencare all’interno dei propri documenti pre-IPO.

Il primo, fondamentale, elemento da valutare sono le potenzialità del social network in ottica futura: dal 2004 ad oggi la crescita ha avuto un ritmo esponenziale, portando la base d’utenza a circa 845 milioni di unità. Ciò significa dunque avere a disposizione un bacino di iscritti unico al mondo, ma che difficilmente potrà aumentare come in passato: Facebook ha quasi raggiunto il limite di saturazione in diverse nazioni che rappresentano il cuore pulsante dell’utenza ed i margini di crescita risultano piuttosto ridotti rispetto al passato. Il portale di Menlo Park, insomma, è uno dei punti di riferimento sul Web, ma la sua crescita è destinata inesorabilmente a registrare una battuta d’arresto.

Se ciò rappresenta un possibile ostacolo in termini economici, ad esso si affianca anche l’incapacità di monetizzare il settore mobile. L’utenza connessa al social network tramite smartphone e tablet, infatti, non rappresenta per Facebook una fonte di ricavi ed il crescente volume di traffico legato a tale tipologia di dispositivi è una minaccia piuttosto pericolosa per le casse della società: più utenti accedono mediante le app ufficiali rilasciate dalla società, più diminuiscono i guadagni. Tra i principali obiettivi da raggiungere nel breve termine v’è dunque la creazione di un nuovo canale di introiti legato al mondo mobile, monetizzando il più possibile l’ampia fetta d’utenza che accede al social network in mobilità: un’operazione, questa, non di semplicissima fattura soprattutto a causa delle restrizioni che il gruppo dovrà aggirare per quanto riguarda Android ed iOS in termini di contenuti sponsorizzati all’interno delle app ufficiali.

Il bilancio del social network, poi, è piuttosto eloquente: la principale fonte di guadagno è legata alla pubblicità e, come sottolineato anche nel documento presentato dai vertici della società, una diminuzione in termini di appetibilità a livello di marketing potrebbe tagliare drasticamente gli introiti economici. Il portale fondato da Mark Zuckerberg ha dunque bisogno di differenziare le modalità con le quali riesce mensilmente ad incamerare denaro contante, ampliando le voci a bilancio ed individuando nuove forme di guadagno. La concorrenza da parte di altri social network (Twitter e Google+ in primis, con numerosi altri nomi di minore spessore pronti a rosicchiare fette di mercato) e la “spada di Damocle” rappresentata dalla censura a livello locale potrebbero infatti trasformarsi da minacce a seri problemi per Facebook, sottraendo utenza e, di conseguenza, fonti di guadagno all’azienda.

Delicato anche il rapporto con Zynga: i giochi simil-Farmville determinano oggi il 12% dei ricavi del social network, ma è questa una quota aleatoria che non è possibile garantire nel tempo.

Facebook, insomma, rappresenta uno dei punti di riferimento nel web odierno, ha rivoluzionato il modo di comunicare e soprattutto è riuscito a diffondere ampiamente il concetto di identità digitale a livello mondiale. I limiti del gruppo guidato da Zuckerberg sono tuttavia evidenti e risiedono principalmente nell’incapacità di trasformare in qualcosa di concreto le enormi potenzialità a propria disposizione: benché elevati, insomma, i guadagni del social network risultano essere ancora paradossalmente bassi rispetto al volume di traffico ed utenti che esso è in grado di generare ed urgono dunque misure che possano consentire una maggiore monetizzazione.

L’ingresso di Facebook in Borsa, quindi, per quanto rappresenti uno degli eventi più importanti nella storia del mondo tecnologico può tramutarsi in un pericoloso boomerang se non accompagnato da attente valutazioni. Il principale pericolo è quello di una bolla di dimensioni mastodontiche, la cui esplosione potrebbe essere motivo di danni economici per milioni di persone in tutto il mondo. L’importanza di un’azienda quale Facebook, del resto, implica un impatto sul mercato senza precedenti, sia in positivo che in negativo.

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Fonte: TechCrunch • Notizie su: