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Google: policy unificata per introdurre Majel?

Project Majel, la risposta di Google a Siri, potrebbe essere la ragione che ha spinto l'azienda a unificare la policy sulla privacy.

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La nuova policy unificata per la privacy introdotta da Google, in vigore a partire dal primo giorno di marzo, ha fatto e sta facendo discutere. Tra coloro che hanno manifestato perplessità sulle nuove modalità di gestione dei dati personali anche il Congresso USA e l’Unione Europea. Ma qual è il vero motivo che ha spinto bigG ad attuare in questo momento una modifica simile? TheVerge avanza un’ipotesi interessante: Majel.

Si tratta di un progetto già discusso nei mesi scorsi, che rappresenterebbe la risposta di Google a Siri, l’assistente vocale introdotto da Apple con il lancio dell’iPhone 4S. Una tecnologia di riconoscimento vocale avanzata, dunque, in grado far interagire l’utente con tutti i servizi messi a disposizione dal colosso di Moutain View semplicemente utilizzando la propria voce.

Cercare contenuti su Gmail, YouTube, Docs, Google+, Calendar, Music e altro ancora rappresenta però un’operazione che richiede l’accesso completo e immediato a tutte le piattaforme. Per questo, prima di introdurre Majel (o Project Majel), Google avrebbe scelto di portarsi avanti e chiedere all’utenza il permesso di elaborare senza alcun limite tutte le informazioni e i dati personali legati all’account.

Si tratta di un’ipotesi, certo, ma da non escludere. Nella sempre più accesa battaglia tra Android e iOS, Google non si può permettere di perdere terreno nei confronti del concorrente e, sebbene le Azioni Vocali per Android siano una realtà già da tempo, ad Apple va riconosciuto il merito di essersi spinta oltre con l’introduzione di Siri.

Nelle ore scorse si è parlato anche di Google [X], con il lancio del sito Solve for X. Il tutto resta circondato da un alone di mistero, ma anche questo potrebbe essere legato a Project Majel.

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