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Volunia: l’abbiamo provato

Volunia ai primi test: una piattaforma molto poco accurata sul fronte ricerche, condita da un salsa social al gusto di mIRC.

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A poco più di 24 ore dal lancio ufficiale della beta di Volunia, abbiamo avuto modo di testare in modo approfondito quel che è il nuovo motore di ricerca social nato da un’idea di Massimo Marchiori. Le prime impressioni a riguardo sono relative a un prodotto che più che proporsi sul Web come un motore di ricerca, si presenta definitivamente come una piattaforma sociale. Differente da Facebook e da Google+, ma che trae spunto dalle caratteristiche base di questi focalizzando l’esperienza d’uso sulle vecchie chat.

Si, perché Volunia ricorda un po’ mIRC: a contatto in queste prime ore con il progetto tutto italiano, abbiamo notato una piattaforma che è stata costruita per invogliare la costruzione di rapporti sociali. Tanti aspetti ricordano mIRC: invece di un preciso canale a cui l’utente deve dirigersi per stabilire contatti con persone che hanno medesimi interessi e passioni, però, in questo caso basterà scegliere una precisa pagina Web per mettersi in contatto con coloro che la stanno visitando – o che l’hanno visitata nelle ore precedenti.

L’inizio è per certi versi disarmante poiché Volunia oggi non consente di importare gli amici di Facebook, né tanto meno i contatti di Twitter e di Gmail. Vi è un po’ dunque una sensazione di disorientamento in tal senso, poiché sebbene trovare gli amici non sia impossibile, certamente non è cosa immediata. Per farlo, infatti, è necessario affidarsi al motore di ricerca e scegliere l’opzione “Persone“. Il team Volunia è comunque al lavoro per migliorare l’aspetto sociale e per agevolare la comunicazione tra rapporti di amicizia già instaurati con gli altri social network, e nel frattempo un Power User può iniziare a personalizzare il proprio profilo, importando immagini e gestendo tutti quegli aspetti che riguardano la propria privacy.

La funzione social di Volunia è orchestrata attorno al Web e rimane l’unico modo per accedervi, ma v’è da sottolineare che l’aspetto della ricerca appare oggi parecchio lacunoso e non riesce minimanete a soddisfare l’utente. Certo, Volunia indicizza oggi solo l’1% del Web – come sottolineato da Marchiori stesso – e sarà necessario parecchio tempo per indicizzare il resto, ma oggi quel che è trovabile da un utente mediante la toolbar o la pagina principale di Volunia è davvero esiguo. Ne consegue che la stragrande maggioranza delle ricerche effettuate sul Web non vanno a buon fine; Volunia indicizza solo i maggiori siti, è vero, ma pecca anche di una grave lacuna: non supporta gli iframe e pertanto non è possibile accedere a Google, Facebook, YouTube e una considerevole quantità di siti Web, anche importanti.

Si segnala inoltre un curioso caso relativo a Wikipedia. Effettuando una ricerca sul Web mirata proprio alla nota enciclopedia libera online, Volunia trova sì il risultato ma, una volta effettuato l’accesso, ci si ritrova un inspiegabile redirect che porta ad abbandonare Volunia stesso; ne consegue dunque che tutti i servizi della piattaforma, social e non, non sono fruibili.

Quanto alla UI, l’aspetto di Volunia è di primo acchito caotico, ma comunque la navigabilità risulta buona, nonostante l’interfaccia appaia poco curata a livello grafico. V’è una toolbar posizionata nella parte alta della pagina, una social box come sidebar aggiuntiva che è possibile nascondere qualora lo si voglia, una chat in base alla pagina che si sta visitando ed una serie di pulsanti che portano alle varie feature della piattaforma. Dopo aver scelto un sito da visitare, si potrà scegliere di visualizzarlo anche in due modalità: per mappa o per cartelle. La mappa appare molto spartana graficamente (somigliando per molti versi alle rappresentazioni di FarmVille), ma comunque è uno strumento interessante per chi vuol approfondire la navigazione, mentre le cartelle difficilmente verranno utilizzate poiché di difficile consultazione.

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