QR code per la pagina originale

ACTA: storia, retroscena e conseguenze

Tutto quel che bisogna sapere sull'ACTA: l'origine, la storia, il ruolo dell'Italia, le possibili ricadute sulla Rete, i rischi e le opportunità.

,

Cosa è l’ACTA?

L’Anti Counterfeiting Trade Agreement nasce da una necessità: rimodulare ed aggiornare gli accordi internazionali che fin dal 1994 regolano i rapporti e gli scambi commerciali tra gli stati. Prima dell’ACTA v’era il cosiddetto TRIPS, qualcosa che fin dal 2000 i paesi più evoluti (nessuno escluso) hanno tentato di rivedere in virtù dell’enorme cambiamento avvenuto tanto in quanto a contraffazione, quanto ancora in termini di economia del digitale.

La svolta è avvenuta nel 2006, quando Stati Uniti (il maggior sponsor dell’accordo) e Giappone (il paese depositario dell’accordo) hanno promosso una nuova iniziativa convocando tutti i paesi potenzialmente interessati. Ma è questa una convocazione che avviene al di fuori di WTO (World Trade Organization) WIPO (World Intellectual Property Organization) per ovvi motivi: gran parte dei paesi interni a questo tipo di organizzazione, infatti, fanno della “pirateria” un punto saldo della loro economia. Soprattutto i paesi in via di sviluppo, nei quali la proprietà intellettuale è debole, ma nei quali le potenzialità produttive sono enormi, non accettano alcun nuovo compromesso: non v’è alcun interesse specifico a ridefinire gli accordi del ’94. L’obiettivo dichiarato è quello di giungere ad una definizione di regole comuni che consentano di fare un passo avanti, togliendo la Rete da uno stato di pericolosa deregulation che consente al più forte di avere la meglio. Obiettivo condiviso e condivisibile, ma allo stesso tempo un obiettivo facilmente strumentalizzabile. Inizia a questo punto la trattativa vera e propria, quella che dovrebbe portare nelle finalità espresse ad un documento che metta tutti d’accordo su di un comune framework internazionale relativo alle normative contro la contraffazione ed in difesa della proprietà intellettuale. La Commissione Europea viene immediatamente coinvolta, prendendo peraltro in mano la situazione considerando il tema come una competenza esclusiva. La levata di scudi immediata porterà comunque al coinvolgimento degli stati membri, i quali vengono così informati della trattativa. E possono accedere alle bozze. Nasce in questa fase il mito della “segretezza” dell’ACTA. Una segretezza per certi versi effettiva, che va però approfondita. Poiché motivata.

Commenta e partecipa alle discussioni