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ACTA: storia, retroscena e conseguenze

Tutto quel che bisogna sapere sull'ACTA: l'origine, la storia, il ruolo dell'Italia, le possibili ricadute sulla Rete, i rischi e le opportunità.

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ACTA: la storia

I negoziati per l’ACTA sono iniziati (non senza difficoltà e dopo un primo rinvio di poche settimane) nel mese di luglio del 2008. Dopo due anni di tira e molla celato al pubblico, la pubblicazione della prima bozza dell’ACTA avviene nell’aprile del 2010: una volta pubblicato, ogni singolo stato membro coinvolge le entità interessate nel mondo industriale per sentire vari pareri e per capire come meglio difendere il mercato locale in sede di trattativa. In Italia FIMI, Confindustria ed altri nomi vengono tirati in ballo (più difficile e controversa è l’identificazione di vere e riconosciute rappresentanze della cittadinanza) e si va a modulare quella che è la posizione del paese nei confronti del documento. Ma a questo è qualcosa da approfondire a parte, poiché l’Italia ha un ruolo del tutto peculiare nel percorso dell’ACTA.

Nel mese di settembre del 2011 si arriva alla prima ratifica: parte dei paesi partecipanti alla trattativa siglano l’accordo senza obiezioni di sorta. Non tutti, però, e tra questi anche l’Italia, la quale ferma le procedure e chiede alcune revisioni. L’accordo con il nostro paese avviene pochi mesi più tardi e dà il via libera alla firma. Nel mese di gennaio, a Tokyo, l’ACTA viene firmata per una prima ratifica internazionale estesa. La fine di un percorso? No, anzi: è questo soltanto l’inizio. Affinché l’accordo possa essere realmente fattivo, infatti, occorrerà passare tutta una serie di procedure ulteriori: la firma di UE e stati membri, infatti, sposta semplicemente sui singoli piani nazionali la discussione ed ognuno avrà il dovere di firmare il documento dopo aver sentito gli organi parlamentari. Qui l’ACTA rischia di insabbiarsi: i tempi parlamentari, come noto, sono lunghi e spesso deviati da quelle che sono le esigenze elettorali nei singoli paesi. In Italia ad esempio si potrebbe ipotizzare una prima calendarizzazione entro l’autunno, ma se è vero che nel 2013 si andrà ad elezioni per la successione del Governo Monti, non è possibile ipotizzare una ratifica definitiva dell’ACTA prima di una nuova elezione, di un nuovo Parlamento e di una nuova discussione sul tema. Questione di anni, probabilmente, anche se la cosa non impedisce nel frattempo un orientamento legislativo che vada già incontro alle disposizioni che il documento prevede. A partire dal regolamentosulla tutela del diritto d’autore che l’AGCOM si appresta a discutere nelle prossime ore dopo la prima bozza presentata a metà 2011.

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