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Google calcola l’algoritmo della risata

Google elabora per YouTube l'"algoritmo divertente", un sistema per calcolare il potenziale comico di ogni video postato sulla piattaforma.

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Il video più divertente di YouTube? Un gatto capace di dire “no”. Non è la scoperta di un gruppo di esperti di comicità, e nemmeno il risultato di un sondaggio indetto gli utenti: è l’esito del nuovo “algoritmo divertente” elaborato da Google.

L’iniziativa di scoprire tramite un modello matematico quale fosse il video più simpatico della Rete proviene da YouTube Comedy Slam, il contest online per decretare il video più comico di tutti i tempi. E, sebbene la classifica degli “All Time Winners” sul podio non mostri il gattino parlante, la matematica di certo non si contesta.

Per comprendere, bisogna operare una fondamentale distinzione: l’algoritmo di Google, che calcola il “valore comico” dai commenti e il numero di pollice recto lasciati su un video, non misura il numero di visualizzazioni totali, bensì il potenziale esilarante. Così il “no cat” si aggiudica la testa della classifica, nonostante disponga di “solo” 640.000 visualizzazioni. Al secondo posto si piazza “Guy gets killed by a bear”, mentre a seguirlo vi sono “The Human Slingshot”, “Fat Kid On Rollercoaster” e “Hilarious Cats”. Stranamente non vengono intercettati i veri tormentoni fra gli utenti, come “Charlie Bit My Finger” o “David After Dentist”.

Il fatto simpatico di questo cervellone elettronico capace di intercettare la risata, è la presenza nell’algoritmo di alcune variabili che, solo a leggerle, strappano un sorriso. Come già accennato, secondo Google il numero di visite non è di per sé sufficiente a stabilire il potenziale comico di un video, per questo sono state prese in considerazione anche le esclamazioni e il linguaggio gergale, come ad esempio i “lol“. E pare anche che un “loool” valga addirittura di più della sua versione stringata. A confermarlo è Sanketh Shetty, ricercatore Google:

«Abbiamo notato che gli utenti enfatizzano la reazione ai video in molti modi. Ad esempio con le maiuscole (LOL), l’allungamento (loooool), la ripetizione (lololol), l’esclamazione (lollll!!!!) o una combinazione di questi. Se un utente sceglie un “loooool” anziché un “lool”, significa che si è divertito maggiormente? Abbiamo elaborato un modello che quantifica il grado di enfasi delle parole associate al divertimento nei commenti degli utenti. Gli interventi sul video “no cat” includono: “Ohhhhg [sic] no no no lol”, “hahahahahahaha lol” e “OMG, marijuana!!!”»

Non tutti, però, sono d’accordo con il modello di Big G. Il comico Dan Ilic, infatti, solleva una questione di non poco conto:

«L’algoritmo funziona se non si tiene conto delle due più grandi forze culturali di Internet, l’ironia e il sarcasmo. Gli hater amano odiare e Internet è ricolma di questi ultimi, quando si mescolano sarcasmo e ironia i risultati non possono che essere differenti: “Loooool, meraviglioso algoritmo idioti”.»

Fonte: Google • Via: TNT Magazine • Notizie su: