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FLA da Foxconn: condizioni di lavoro buone

Report preliminare della Fair Labor Association circa le condizioni di lavoro degli operai a Foxconn: migliori del previsto.

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Apple ha di recente comunicato l’avvio di ispezioni presso gli stabilimenti Foxconn dove vengono prodotti iPhone e iPad: a condurre i controlli è la Fair Labor Association, che ha cominciato a effettuare le prime visite ad alcuni impianti. Emergono così i primi dettagli sull’operazione volta ad approfondire le condizioni di lavoro degli operai cinesi operanti presso il medesimo produttore.

Secondo quanto comunicato, le infrastrutture degli impianti Foxconn esaminati sarebbero di prima classe e le condizioni fisiche di lavoro sarebbero considerate molto al di sopra della norma rispetto allo standard cinese, soprattutto confrontando le condizioni nell’ambito del settore tessile. Auret Van Heerden, presidente della FLA, ha trascorso qualche giorno all’interno delle fabbriche Foxconn a Shenzhen insieme ad altri 30 collaboratori che stanno aiutando a effettuare le dovute ispezioni, e ha sottolineato che:

«Sono rimasto molto sorpreso quando ho visitato gli stabilimenti Foxconn, tranquilli rispetto a una fabbrica di abbigliamento. I problemi quindi non risiedono nell’intensità e nello stress e nell’ambiente da pentola a pressione che il lavoratore subisce in una grande fabbrica tessile… È piuttosto un insieme di monotonia, noia e alienazione, forse».

Le condizioni di lavoro e di vita degli operai cinesi nelle fabbriche Foxconn dedicate alla produzione di iPad e iPhone sarebbero dunque decisamente migliori rispetto alla norma, secondo il report preliminare realizzato dalla Fair Labor Association. Le ispezioni sono state rese necessarie soprattutto in seguito ai casi di suicidio verificatisi in questo ambiente nel corso del 2011, casi sui quali anche Van Heerden ha espresso un’ipotesi preliminare in base a quanto egli stesso ha potuto notare:

«Ci sono molti giovani, provenienti dalle zone rurali, che si sono allontanati dalle famiglie per la prima volta. Si sono trasferiti da un’area rurale a uno stile di vita industriale, spesso molto intenso, è questo è uno shock per questi giovani lavoratori. Spesso scopriamo che è necessario un qualche tipo di supporto emotivo che questi giovani non riescono a ottenere».

Lo stato d’animo negativo espresso dai dipendenti Foxconn sarebbe quindi più legato ai sentimenti degli stessi che alle condizioni di lavoro imposte dai dirigenti degli impianti industriali cinesi. Le ispezioni comunque proseguiranno nelle prossime settimane e la FLA ha in programma di esaminare tre stabilimenti dell’azienda, approfondendo la propria ricerca anche con interviste anonime effettuate su un campione di circa 35 mila lavoratori.

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