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RAI

RAI: si paghi il canone sugli schermi dei pc

La RAI avrebbe preteso il pagamento del canone ad alcune aziende in possesso di semplici schermi per pc poiché funzionalmente assimilabili a tv.

Dalla lettera di Confartigianato al Governo:

La RAI, Radiotelevisione italiana Spa, anche come conseguenza dell’entrata in vigore dell’art. 17 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, laddove prevede che “le imprese e le società (…), nella relativa dichiarazione dei redditi, devono indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione e la categoria di appartenenza (…), ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale”, sta conducendo una massiccia campagna nei confronti delle imprese, ricordando che le disposizioni normative in essere impongono l’obbligo del pagamento di un abbonamento speciale a chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare.

Aggiunge, la RAI, che tra gli apparecchi considerati sarebbero compresi “i computer collegati in rete (digital signage e similari), indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti, come ad esempio la visione di filmati, dvd, televideo, filmati di aggiornamento, eccetera”.

L’associazione contesta al Governo una richiesta che la RAI starebbe portando avanti in modo forzoso, assimilando gli schermi dei pc a quelli televisivi poiché funzionalmente sostituibili, pur non essendo ovviamente dedicati alla medesima funzione, ed esigendo pertanto il versamento del canone. Confartigianato definisce pertanto «aggressivo e intollerabile» l’atteggiamento della RAI: sostituirsi al legislatore determinerebbe una intollerabile distorsione che si è presto tradotta nella necessità di “fare cassa”, mettendo così le aziende in difficoltà di fronte ad un problema che va ora in qualche modo affrontato.

La palese iniquità della situazione ci induce a richiedere al Governo un immediato intervento affinché vengano modificate le norme che impongono il pagamento del canone televisivo, escludendo quanto meno qualsiasi obbligo di corrispondere il canone in relazione al possesso di apparecchi che fungono da strumenti di
lavoro per le aziende, quali computer, telefoni cellulari e strumenti similari.

Dello stesso avviso anche Rete Imprese Italia (a cui Confartigianato è affiliata assieme a CNA, Confcommercio e Confesercenti), ove si ricorda che il canone è richiesto «in virtù di un Regio Decreto del 1938» e relativo all’imposizione del tributo «sul possesso non solo di televisori ma anche di qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale tv, inclusi monitor per il Pc, videofonini, videoregistratori, Ipad, addirittura sistemi di videosorveglianza»:

Come dire che basta avere un computer per essere costretti a pagare una somma che, a seconda della tipologia di impresa, va da un minimo di 200 euro fino a 6.000 euro l’anno. E così R.ETE. Imprese Italia ha calcolato che quasi 5 milioni di aziende italiane dovranno sborsare 980 milioni di euro. Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza

La norma, rimasta ambigua ed ora messa alla prova da una innovazione tecnologica che aliena la funzione televisiva dal suo medium storicamente dedicato, andrà rivista in funzione delle polemiche di queste ore poiché le imprese, soprattutto in questa particolare situazione di congiuntura economica, non intendono pagare le distorsioni di un Regio Decreto anacronistico e pericoloso.

Se vuoi aggiornamenti su RAI: si paghi il canone sugli schermi dei pc inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.facebook.com/MotoGuzzi Alberto Maria Franchi

    beh, che c’e’ da meravigliarsi?

    • Anonimo

      Bravo, non c’è nulla da meravigliarsi. È così da sempre, qualsiasi cosa che ti possa anche lontanamente permettere di accedere alla Rai ti obbliga a pagare il canone, anche solo una radio.

      • http://profiles.yahoo.com/u/5HYWBZWXWNWHWFTB34EFFF2HNM manuelb

        Non è vero, per la radio non si paga. Se non hai la TV ma hai una radio non devi pagare il canone. Sennò dovrebbero pagarlo anche tutti  i possessori di un’automobile, indipendentemente dal fatto che abbiano non una residenza.

      • http://twitter.com/ClaudioRidolfi Claudio Ridolfi

        In realtà esiste anche sulla radio, solo che è accorpata all’acquisto dell’apparato! Quando si effettua l’acquisto una parte va a pagare la tassa (tanto per capirci, quella che una volta era la tassa di concessione dell’autoradio adesso la si paga all’acquisto una tantum ;)

  • Rriva78

    Bello…pagare il canone per vedere la patata della Belen quando la si può veder gratis? Se questo è il massimo del servizio che danno per 200 € all’anno sanno benissimo dove se lo possono mettere il canone. Altra cosa : ma nel 38 mica c’erano i fascisti? Se le leggi fasciste facevano così schifo come mai questa fa comodo?

  • Leo__

    Basta non installare Sirvelight, siccome il servizio pubblico utilizza sistemi proprietari… io con linux non riesco a vederlo, quindi niente canone :-D

    • Scooter

      Si… ma tu potresti sempre installare una scheda tv e/o, peggio, “rinsavire” ed installare windows quindi… PAGA!!! :D 

  • Wd

    si  certamente , per pagare Celentano e  Luca  e Paolo che hanno reso il vestival un covo di parolacce

  • Wd

    scusate volevo scrivere Festival

  • http://ildrago.com Alessio IlDrago.com

    E non solo: ho letto da qualche parte che basta un qualsiasi sistema capace di ricevere un segnale simile, quindi anche gli smartphone rientrano nella categoria. Non sanno più a che appellarsi.

  • http://twitter.com/3nry_ enrico siri

    ahahah ma cristo come c**zo si fa mi chiedo io, ma con che faccia ahahah

  • walter olivero

    Ma perché non fanno pagare il canone a chi ha gli occhi? Sarebbe molto più equo… Un tot per diottria e vai…

  • larai

    Prima di tutto dovrebbero fare un po’ di ordine e pulizia: è un canone per un abbonamento RAI o è una tassa di posesso di un apparecchio atto a ricevere trasmissioni televisive? Siccome sembra una tassa di possesso, non è giusto che vada alla RAI e dev’essere l’ufficio delle entrate ad esigerne il pagamento

  • Locantore

    Se la legge è del 38 come mai se lo ricordano solo ora?

  • Tyb

    vogliono far pagare il canone, bene che facciano come sky sistema criptato, decoder e tessera, poi si vedremo chi lo farà

    • 1484

      Condivido in pieno la tua tesi, perchè obbligare il cittadino a pagare quello che non vuol vedere, una volta avevano tolto l’abbonamento radio sulle auto, ci manca poco che la rimettano, troppo facile fare cassa così, bisognerebbe che nessuno pagasse nessuna tassa e fare tutti insieme un’azione contro la RAI ed il governo per modificare questo Regio Decreto.
       

  • Stanislav

    Dico solo questo: ahahahaha

  • Superpippo

    Propongo videoproiettori…. mica sono TV ;))

  • Luca

    Non pagate il canone rai !!!!

  • GaSer

    La RAI gioca, in maniera disdicevole,
    sull’ambiguità dei termini e delle norme. Mai e poi mai potrà inviare una
    missiva che richieda il pagamento per il solo possesso di un computer. Infatti
    le loro sibilline richieste fanno prima riferimento alla detenzione di
    “apparecchiature atte o adattabili” alla ricezione delle trasmissioni
    radiotelevisive e, solo successivamente, tirano in ballo i computer. Perchè
    queste sottigliezze? Per l’esatto uso del termine “adattabile”. È sufficiente
    consultare qualsiasi dizionario per rendersi immediatamente conto che
    “adattabile” NON È sinonimo di “modificabile”. Il significato di “adattabile” è
    la valenza di uno stesso oggetto, utilizzato così com’è, senza ulteriori
    modifiche, ad assere utilizzato in diversi ambiti o a diversi fini. Un
    tavolinetto piccolo può essere adattabile a fare da comodino, da portavaso, da
    portatelefono. Una camera d’aria di un pneumautico da auto è adattabile a
    salvagente. Un ferro di cavallo è adattabile a fermacarte, un mattone a
    fermaporte, un listello a righello. Quanti di noi hanno mai adattato un
    coltello a giravite? Un piatto a coperchio di una pentola? Un canovaccio a
    presina? Tutto ciò senza alterare la natura originaria dell’oggetto in uso.
    Questo vale anche per il PC. Un elaboratore già predisposto con scheda di
    sintonia e cablaggio per l’antenna, diventa un computer adattabile alla
    ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. Un calcolatore senza questi
    accessori rimane solo uno strumento di elaborazione. Probabilmente
    “modificabile” a ricevere il segnale televisivo, ma certamente non
    “adattabile”! Le subdole richieste RAI quindi, prima fanno riferimento agli
    apparecchi già in grado, così come sono, a ricevere il segnale TV. Quindi
    esigono, solo per questi apparecchi (badate bene), il discusso canone (la
    tassa!). Però lasciano intendere che siano TUTTI gli apparecchi a ricadere
    nella norma. Se poi uno ci casca e inizia a pagare volontariamente… la RAI
    gradisce. Non vi dice “No, grazie! Non è dovuto alcunché!”.

  • bla

    sti buffoni non sanno piu come rubbà

  • GaSer

    La RAI gioca, in maniera disdicevole,
    sull’ambiguità dei termini e delle norme. Mai e poi mai potrà inviare una
    missiva che richieda il pagamento per il solo possesso di un computer. Infatti
    le loro sibilline richieste fanno prima riferimento alla detenzione di
    “apparecchiature atte o adattabili” alla ricezione delle trasmissioni
    radiotelevisive e, solo successivamente, tirano in ballo i computer. Perchè
    queste sottigliezze? Per l’esatto uso del termine “adattabile”. È sufficiente
    consultare qualsiasi dizionario per rendersi immediatamente conto che
    “adattabile” NON È sinonimo di “modificabile”. Il significato di “adattabile” è
    la valenza di uno stesso oggetto, utilizzato così com’è, senza ulteriori
    modifiche, ad assere utilizzato in diversi ambiti o a diversi fini. Un
    tavolinetto piccolo può essere adattabile a fare da comodino, da portavaso, da
    portatelefono. Una camera d’aria di un pneumautico da auto è adattabile a
    salvagente. Un ferro di cavallo è adattabile a fermacarte, un mattone a
    fermaporte, un listello a righello. Quanti di noi hanno mai adattato un
    coltello a giravite? Un piatto a coperchio di una pentola? Un canovaccio a
    presina? Tutto ciò senza alterare la natura originaria dell’oggetto in uso.
    Questo vale anche per il PC. Un elaboratore già predisposto con scheda di
    sintonia e cablaggio per l’antenna, diventa un computer adattabile alla
    ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. Un calcolatore senza questi
    accessori rimane solo uno strumento di elaborazione. Probabilmente
    “modificabile” a ricevere il segnale televisivo, ma certamente non
    “adattabile”! Le subdole richieste RAI quindi, prima fanno riferimento agli
    apparecchi già in grado, così come sono, a ricevere il segnale TV. Quindi
    esigono, solo per questi apparecchi (badate bene), il discusso canone (la
    tassa!). Però lasciano intendere che siano TUTTI gli apparecchi a ricadere
    nella norma. Se poi uno ci casca e inizia a pagare volontariamente… la RAI
    gradisce. Non vi dice “No, grazie! Non è dovuto alcunché!”.

  • http://twitter.com/SHADOWLIONHEART Valentino Mannara

    Io la chiamo estorsione in piena regola. La Rai sa bene che senza schermi per pc non possiamo usare la tecnologia e a quel punto si fermerebbe tutto quel poco di progresso tecnologico e scentifico che abbiamo in Italia.
    Io il pizzo non lo pago a nessuno e la Rai in ogni caso ha davvero rotto le scatole con la sua mafia legalizzata.

  • http://twitter.com/DarioRoggerini Dario Roggerini

    Hanno dimenticato di aggiungere anche tablet e smartphone (che tristezza) !!!!!!!

  • Tonino

    Ho sempre pagato il canone, solo che adesso, dopo tutte ste porcherie del festival, degli spot ossessivi e indiscriminati su tutte le reti a pagare il canone, e dopo l’ultima cazzata di far pagare anche alle imprese solo perché hanno un pc per la contabilità, farò disdetta del canone Rai. Mo’ se ne devono andare a fare inc**o. Nessuno mi puó costringere a pagare se io la Rai non la voglio vedere. E io non la voglio vedere. Chi c**zo glielo ha detto di trasmettere in streaming e poi pretendere il pagamento? Io mi sono comprato il computer mica per vedere la Rai? Che venissero a sigillarmi la tv. Solo che per farlo, per legge mi devono avvisare quando vengono, fanno quello che devono fare e poi se possono andare tranquillamente a fare in (_._) – Vedere che i miei soldi servono per pagare straniere che vanno a Sanremo per far vedere la loro fica ( un po’ di dignità ), e per far mangiare a tutti i loro amici e parenti assunti in Rai, non mi sta più bene. Non mi pare proprio il periodo migliore per sperperare i soldi così. Perché la Rai non ci fa pagare max 50€ l’anno invece di aumentare sempre , soprattutto se fanno pagare il canone pure a gente che è morta da anni. Allora non è vero quello spot che la Rai manda in modo ossessivo come l’invito a pagare il canone ” Se le tasse le pagano tutti, tutti pagano le tasse? “. Poi che ca**o significa? Vi sembra italiano corretto? Voi credete che se tutti pagano il canone Rai poi troveremo benefici perché la Rai ci farà pagare di meno? Allora siamo un popolo di creduloni perché il canone aumenterà sempre di più. E andatevene affan (_._) perché io non credo più a niente e non avrete più i miei soldi.

  • Milmari

    è giusto cominciare a rischiare del proprio per fermare questi novelli signorotti manzoniani che, alla stregua dei conquistatori spagnoli, succhia il sangue della popolazione. cominciamo ad entrare nell’ordine di idee che da soli non cambiano. dobbiamo cambiarli noi. e c’è solo un modo…..

  • spartacus

    Fatta la legge trovato l’inganno: basta trovare chi interpreta la legge. Comunque con la nuova tecnologia è possibile sapere chi utilizza il PC per vedere la programmazione RAI. Basterebbe inserire la password con il n° di abbonamento e relativo intestatario, magari con indicato esplicitamente l’estensione dei beneficiari, famigliari o conviventi allo stesso recapito, e da lì il server abilita la visione. Negli altri paesi la TV pubblica è criptata e chi la vuole vedere richiede la scheda pagando il relativo canone. Siamo in Italia e la fantasia non manca come la voglia di fare di tutto e di più … spesso solo per fare casino inconcludente.

  • boccacciamia

    L’azienda pubblica sperpera denaro con compensi assolutamente sproporzionati elargiti ora a poveri dementi sermonisti , ora a donne che , tolte gambe e dintorni,sono assolutamente prive di qualsivoglia talento , ora a megalomani ed irosi sedicenti giornalisti.Spende denaro pubblico per spettacoli quale l’Isola dei così detti famosi e non riesce a produrre nulla nè di utile né di piacevole.Paga compensi inversamente proporzionali alle di loro qualità a dirigenti , funzionari e via discorrendo.Con il buon plauso dei professoroni e per rastrellare denaro fa come la mano nera dei tempi di Petrosino : a tutti una lettera di scrocco.

  • Alex

    Se non ce la fanno a campare perchè non tengono aperto un solo canale anzichè circa 15?