QR code per la pagina originale

Microsoft: i brevetti di Motorola uccideranno i video sul web

Microsoft ha depositato una denuncia contro Motorola alla Commissione Europa per violazione dei termini sui brevetti essenziali.

,

Ormai è guerra aperta tra i due colossi dell’informatica mondiale. Dopo aver accusato Google di aggirare le protezioni sulla privacy dii Internet Explorer, poche ore fa Microsoft ha presentato contro l’azienda di Mountain View una denuncia di violazione della concorrenza presso la Commissione Europea. Motorola, acquisita da Google, vuole utilizzare i suoi brevetti per uccidere i video online.

La decisione di Microsoft segue quella di Apple, che ha chiesto all’Unione Europea di investigare sul comportamento di Motorola. Al centro della questione ci sono le licenze sui brevetti che ricadono sotto i termini FRAND (Fair, Reasonable And Non-Discriminatory), ovvero brevetti che coprono diversi standard, concessi alle aziende a prezzi ragionevoli.

Secondo Microsoft, Motorola aveva promesso di rispettare questi termini, ma ora ha deciso di chiedere il pagamento di costose royalty per concedere l’uso di alcuni suoi brevetti relativi agli standard video e al WiFi. Google non sembra disposto a cambiare rotta.

In due procedimenti legali avviati negli Stati Uniti e in Europa, Motorola ha chiesto a Microsoft di togliere i prodotti dal mercato o di rimuovere le capacità di riprodurre video e di connettersi tramite WiFi, in quanto sono stati utilizzati standard web basati su alcuni suoi brevetti. Ma dato che tutti i dispositivi moderni consentono di vedere un video su Internet e di effettuare un collegamento wireless, se Motorola avesse ragione non esisterebbe più nessun prodotto sul mercato.

Per i propri brevetti, Motorola ha chiesto cifre tutt’altro che ragionevoli, come invece dovrebbe essere in base ai termini FRAND. Microsoft chiarisce meglio con un esempio. Lo standard video H.264 è basato su oltre 2.300 brevetti, posseduti da un gruppo di 29 aziende. Per 2.250 brevetti, Microsoft paga una royalty di 2 centesimi per un notebook da 1.000 dollari, mentre Motorola vuole una cifra di 22,50 dollari per ognuno dei suoi 50 brevetti. Per un laptop da 2.000 dollari, Motorola chiede addirittura 45 dollari, anche se il sistema operativo e il supporto per lo standard video è lo stesso nei due prodotti.

Google ha dichiarato che vuole solo proteggere i produttori di dispositivi Android contro le richieste di royalty da parte di Microsoft. Ma l’azienda di Redmond, a differenza di Motorola, non ha chiesto il blocco delle vendite di prodotti che violano brevetti essenziali che, invece, sono disponibili a prezzi ragionevoli. Secondo Microsoft, Google può ancora cambiare idea e rispettare i termini FRAND, altrimenti il rischio è quello di “uccidere i video sul web”.

Notizie su: