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Il Samsung Galaxy S III sarà in ceramica?

Secondo nuovi rumor trapelati, il Samsung Galaxy S III (assente al Mobile World Congress) potrebbe essere da 4,8 pollici con scocca in ceramica.

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Nuovi rumor raccolti da Boys Genius Report portano alla luce i dettagli di quello che dovrebbe essere il prossimo Samsung Galaxy S III. Sebbene il prossimo smartphone di casa Samsung non sia destinato a fare capolino al Mobile World Congress di Barcellona, infatti, il device cattura comunque la scena e pone tutti gli altri dispositivi sotto una luce diversa.

Dai nuovi Xperia agli Eluga, dagli HTC ai futuri Huawei, tutti dovranno fare i conti con quello che si prospetta come il nuovo Android di punta: il Samsung Galaxy S III si svela con una prima immagine (prima di qualsivoglia conferma come il resto dei dettagli trapelati) e con una serie di dotazioni  e dettagli che ben delineano la caratura del dispositivo ad oggi ancora tenuto dal gruppo coreano nei laboratori.

La caratteristica che più di ogni altra descrive la peculiarità del dispositivo è il materiale della scocca: la ceramica. Niente alluminio e niente plastica, insomma, ma un materiale nuovo che Samsung intende mettere nelle mani degli utenti facendo fede sulla sua durevolezza e la gradevolezza al tocco.

Il Galaxy S III avrebbe inoltre uno schermo da ben 4,8 pollici con ratio 16×9 descritto come un “Blu Ray display” da 1080p per la qualità delle immagini. La videocamera frontale dovrebbe avere capacità pari a 2MP, mentre quella posteriore sarebbe pari a 8 MP. Il processore sarebbe un Samsung Exynos da 1,5Ghz, mentre la connettività LTE completa la dotazione fin qui suggerita dai rumor.

Samsung Galaxy S III

Samsung Galaxy S III (immagine: BGR).

Il sistema operativo sarà Android 4.0 ed il device sarà annunciato nei prossimi mesi. Quello odierno, insomma, è soltanto un dispetto ai concorrenti presenti al Mobile World Congress: la massima vetrina internazionale è disturbata dalla presenza degli assenti, i quali allungano la propria ombra sugli stand di Barcellona per imporre nuovi termini di paragone con cui rivedere le valutazioni a caldo dei prodotti che stanno per arrivare sul mercato.

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