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Facebook Credits: arriva la denuncia

Due società legali denunciano Facebook all'antitrust: i Facebook Credits avrebbero implementato un mercato della moneta virtuale non concorrenziale.

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I Facebook Credits, la moneta di scambio virtuale del social network di Mark Zuckerberg, sbarcano all’antitrust statunitense. Alcune società, infatti, avrebbero denunciato il colosso di Palo Alto per violazione delle leggi sulla concorrenza, perché Facebook obbligherebbe i game developer ad affidarsi obbligatoriamente al proprio sistema di credito.

Le agenzie legali Newman Du Wors e Strange & Carpenter hanno annunciato oggi l’avvio di un procedimento contro Facebook, che indagherà la sua ipotizzata posizione di abuso sul mercato della compravendita virtuale. A quanto pare, gli sviluppatori di applicazioni per Facebook non avrebbero molta scelta in caso di moneta e di micro-pagamenti, perché verrebbero costretti a far affidamento unico sui Facebook Credits. In questo modo, il social network di Mark Zuckerberg ostacolerebbe lo sviluppo e la crescita di un mercato della moneta virtuale sano, dove ogni player può scegliere consapevolmente l’operatore di propria preferenza.

La situazione è andata peggiorando negli ultimi sei mesi, così come gli stessi legali affermano in un video esplicativo in cui si prospetta anche la possibilità di una class action. Prima dell’avvento dei Facebook Credits, operatori di moneta virtuale multipli erano ammessi sul variegato mondo del social network. In questo modo, si era garantita la pluralità del mercato: sviluppatori e clienti potevano scegliere l’offerta di scambio – ovvero la traduzione di denaro reale in valuta virtuale – dai costi più bassi o il cambio che per lo stesso prezzo apportava più servizi. Ora Facebook ha deciso di rendere obbligatorio il proprio sistema, aumentandone i costi sia per l’utenza che per i developer. L’accusa nel dettaglio:

«I Facebook Credits:

  • Costano decine di migliaia di dollari agli sviluppatori ogni mese in tasse eccessive;
  • Impediscono ad altri operatori di moneta virtuale di offrire servizi competitivi su Facebook;
  • Vietano al pubblico del gaming un mercato competitivo.»

Così come Derek Newman, esponente di Newman Du Wors, ha lasciato intendere, vi sarebbero molti nomi blasonati dell’industria dei videogame pronti a dar battaglia a Zuckerberg. Anche se al momento sono rimasti tutti anonimi, vi sarebbe un player che avrebbe perso addirittura 100 milioni di dollari dal primo luglio 2011, data dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà dei Credits. Il tutto a causa del modello del 30% in tasse, diventato troppo dispendioso per le aziende e un vero e proprio deterrente per i giocatori. Non è dato sapere quando la causa vedrà la sentenza e nemmeno se Facebook verrà costretto a ripristinare la concorrenza, ma di certo l’accusa fa rumore poiché pone al cospetto di Facebook un nuovo problema: il dominio sul settore del social networking non può diventare un espediente per strozzare mercati collaterali.

Fonte: ZDNet • Via: The Next Web • Notizie su: