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Reporter Senza Frontiere: i nemici di Internet

Reporter senza frontiere pubblica la lista dei nemici di Internet. Una mappa che registra l'impatto positivo della primavera araba.

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Reporter Senza Frontiere ha rilasciato la lista annuale dei “Nemici di Internet”, per evidenziare i paesi che limitano la libertà di espressione online. Come da tradizione, il comunicato coincide con la Giornata Mondiale contro la cyber-censura inaugurata il 12 marzo di quattro anni fa per promuovere la libertà di espressione tramite Internet. L’elenco comprende 12 nemici giurati del WWW e 14 paesi «sotto sorveglianza».

Il lungo report dell’organizzazione è accompagnato dalla cronistoria degli avvenimenti geo-politici del 2011, attraverso i quali sono rese note le storie personali di coloro che hanno combattutto e stanno combattendo per i diritti civili nei loro paesi a costi altissimi, compresa la vita. Ma c’è spazio anche per i grandi movimenti di protesta, in primo luogo quelli della primavera araba.

Per questa ragione salta subito all’occhio l’uscita dalla lista di un paese come la Libia, che attualmente ha un nuovo governo occupato in ben altro che nel controllare la Rete. Di converso, alcuni paesi segnalati l’anno scorso sono passati al grado di “nemici”: è il caso della Bielorussia e del Bahrain, che preoccupa molto gli osservatori:

«Il Bahrain offre un perfetto esempio di repressione di successo, con un blackout dell’informazione ottenuta attraverso un impressionante arsenale di misure repressive: l’esclusione dei media stranieri, vessazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani, arresti di blogger e netizen (uno dei quali morto dietro le sbarre), procedimenti giudiziari e campagne diffamatorie contro gli attivisti, interruzioni delle comunicazioni.»

Ha del clamoroso l’ingresso di paesi insospettabili nella lista di quelli tenuti d’occhio, come la Francia, per il secondo anno consecutivo a braccetto con nazioni come Kazakhstan, Russia, Emirati, Egitto. RSF tiene in grande considerazione, infatti, anche le leggi restrittive di Internet nei paesi democratici (comprese le varie SOPA e ACTA) e condanna apertamente, facendo i nomi, la collaborazione delle aziende occidentali con i regimi autoritari. Viene citata anche in questo caso l’italiana Area Spa, plaudendo al fatto che finalmente la società si è ritirata dal fornire la sua tecnologia alla Siria, paese alle prese con la tremenda repressione del regime di Assad.

Ecco le liste complete diramate:

  • Paesi nemici di Internet
    Bahrain, Bielorussia, Birmania, Cina, Cuba, Iran, Corea del nord, Arabia Saudita, Siria, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam
  • Paesi sotto sorveglianza
    Australia, Egitto, Eritrea, Francia, India, Kazakhistan, Malesia, Russia, Corea del sud, Sri Lanka, Thailandia, Tunisia, Turchia, Emirati Arabi
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