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Enciclopedia Britannica solo online: addio alla carta

L'Enciclopedia Britannica dice addio alla carta, sarà disponibile solo sul Web mediante un sito ufficiale consultabile a pagamento.

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Anche quelle che possono essere definite delle vere e proprie istituzioni, certezze immutabili e simboli di un mondo apparentemente sempre uguale a se stesso nella sua autorevolezza, possono cambiare. E ciò è successo anche all’Enciclopedia Britannica, che dopo 244 anni di storia si prepara a dare un taglio netto al passato abbandonando la carta in favore del digitale.

La famosa enciclopedia, apprezzata in tutto il mondo e contraddistinta finora dai suoi 32 volumi con tanto di caratteri dorati sul dorso, non sparirà dal mercato, ma rivoluzionerà il modo di divulgare i propri contenuti passando dal supporto cartaceo a un sito Web appositamente realizzato, ovviamente consultabile a pagamento.

I responsabili dell’Enciclopedia Britannica hanno spiegato la ragione di questo storico cambio di direzione scrivendo direttamente sul blog del progetto e parlandone in un filmato su YouTube. Nel commentare la decisione, Jorge Cauz, presidente della Britannica, ha spiegato:

Un evento epocale? In un certo senso sì, dopo tutto parliamo di quasi un quarto di millennio. Ma in un senso più ampio, questo è solo un altro punto di svolta per l’evoluzione della conoscenza umana. Per prima cosa, l’enciclopedia continuerà a vivere più in grande, in forme digitali più vivaci. Altrettanto importante, abbiamo editori pronti, nell’era digitale, a servire la conoscenza e l’apprendimento in nuovi modi che vanno ben al di là delle opere di riferimento. In realtà, già lo facciamo.

L’Enciclopedia Britannica cambia quindi piattaforma di distribuzione, se si può usare questa espressione, ma non muta il suo obiettivo di fornire contenuti di qualità, portando tutte le sue competenze sul Web e aprendosi così per la prima volta in assoluto alla pubblicità, visto che il sito su cui sarà ospitata sarà caratterizzato dalle inserzioni promozionali, le quali renderanno in un certo senso “sponsorizzata” l’enciclopedia.

La scelta potrebbe lasciare perplessi diversi osservatori, anche in ragione delle scelte, diametralmente opposte, fatte da quella che sarà adesso la concorrente diretta della Britannica sul terreno della Rete, cioè Wikipedia. L’enciclopedia libera, che peraltro non è nemmeno a pagamento, ha proprio di recente concluso l’ennesima raccolta di fondi per continuare a svolgere il proprio servizio cercando di mantenersi lontana da ogni sorta di inserzione pubblicitaria, adducendo la motivazione dell’assoluta libertà del progetto da logiche commerciali.

Per la Britannica, invece, non sarà così e forse anche questo è uno dei segni più evidenti di come Internet sia riuscita a mutare quelle “istituzioni” secolari che sembravano insensibili al cambiamento e alle tendenze.

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