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SourceForge rimuove Anonymous-OS

SourceForge ha bloccato sul nascere il progetto Anonymous-OS, ritenuto poco affidabile e non collegato al gruppo di hacktivisti.

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Il progetto Anonymoys-OS è durato all’incirca una settimana: il portale dedicato al mondo del software aperto SourceForce.net, il quale ospitava inizialmente le pagine allestite per l’occasione ed i link per il download alle immagini ISO del sistema operativo, ha infatti annunciato che, in seguito ad apposite analisi, è stato ritenuto opportuno rimuovere il tutto dai propri server, rendendo di fatto Anonymous-OS non più disponibile per il download diretto. Le motivazioni, spiegano i vertici del portale, sono principalmente legate alla sicurezza del sistema in distribuzione.

Secondo quanto dichiarato da SourceForge, infatti, il progetto Anonymous-OS non rispetta una serie di parametri di trasparenza tipicamente richiesti a software open source, quale ad esempio il rilascio del codice sorgente con il quale consentire all’intera comunità di comprenderne nel dettaglio il funzionamento e rilevare eventuali minacce. Quello che inizialmente è stato spacciato per un progetto fortemente legato al movimento di hacktivisti della Rete, insomma, non fornisce sufficienti garanzie in termini di sicurezza per gli utenti e fin quando non lo farà SourceForge si rifiuterà di ospitarlo presso i propri server.

A rendere la situazione ancor più opaca, poi, sono giunte le dichiarazioni di alcune fonti accreditabili direttamente agli Anonymous, le quali hanno categoricamente smentito il coinvolgimento nello sviluppo di tale sistema operativo, la cui matrice secondo i fondatori dell’iniziativa sarebbe principalmente di natura didattica. Anonymous-OS, insomma, sin dalla sua nascita è stato caratterizzato da forti dubbi circa la bontà dell’intero progetto, motivo per cui SourceForge ha preferito sospendere ogni attività ad esso legata, con il sospetto che il tutto sia nato esclusivamente per sfruttare la celebrità di un nome quale quello degli Anonymous con cui sembrerebbe non esservi in realtà alcuna correlazione diretta.

Poche ore prima della chiusura delle pagine ufficiali, però, Sean Gallagher di ArsTechnica è riuscito ad effettuare il download dell’ISO, così da testarne il funzionamento su di una virtual machine ed in seguito mediante una chiavetta USB. Le prime analisi hanno così fornito risultati che permettono a coloro che hanno già provato la piattaforma di non temere per l’incolumità dei propri sistemi, in quanto il tutto sarebbe null’altro che una versione di Ubuntu leggermente modificata ed arricchita da strumenti presenti in diverse altre distribuzioni aventi il medesimo scopo.

Fonte: SourceForge • Via: ArsTechnica • Notizie su: