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Londra e Tokyo collegate dalla fibra ottica

Londra e Tokyo collegate da tre grossi cavi lunghi 16.000 chilometri che attraverseranno il circolo polare articolo. Vantaggi per le borse, e non solo.

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Nascerà in estate il grandioso progetto che permetterà di collegare tramite il circolo polare artico le borse di Londra e Tokyo grazie a un’efficiente e lunghissima fibra ottica: l’obiettivo è quello di abbassare il lag che rallenta le trattative tra i due mercati. Il collegamento per adesso è assicurato da passaggi per un totale di 24.000 km che trasportano i dati attraverso Europa, Medio Oriente e Stati Uniti da una parte e Atlantico, Stati Uniti e Pacifico dall’altra. La novità permetterà di ridurre il “percorso” a 16.000 km oltre a migliorare una serie di situazioni logistiche.

Le navi rompighiaccio adibite all’operazione dell’installazione dei tre grossi cavi cominceranno a lavorare nella stagione estiva. È ormai certo infatti che il famoso passaggio a nord-ovest è praticabile nel periodo che va da agosto a ottobre, e permetterà alle navi addette alla deposizione di procedere alla stesura senza particolari problemi. I tre cavi si chiameranno rispettivamente Arctic Fibre, Arctic Link e ROTACS, con quest’ultimo che è acronimo di Russian Optical Trans-Arctic Submarine Cable System.

L’effetto primario di questa novità assoluta è da ricercare prima di tutta in una velocità maggiore nelle transazioni tra le borse di Londra e Tokyo. Grazie al progetto, che avrà un costo da quantificare tra i 600 milioni di dollari e 1,6 miliardi, i pacchetti potranno essere transitati in 170 millisecondi, il 30% in meno rispetto gli attuali 230. Può sembrare una differenza infima, ma anche 1 millisecondo soltanto può decidere il guadagno o la perdita di milioni di dollari.

Poi, la minor latenza permetterà di portare dei vantaggi anche per le altre tecnologie che puntano particolarmente su internet, come la telemedicina, l’istruzione ma pure per semplici telefonate o la copertura di notizie mondiale. Senza considerare infine la ridondanza, visto che il progetto permetterà di eliminare alcuni dei pericoli che ogni giorno rischiano di lasciare improvvisamente senza reti internet miliardi di persone in tutto il mondo.

Attualmente, la copertura worldwide è garantita da cavi che passano tutti per zone particolarmente trafficate con il rischio che una nave possa tranciarli di netto con il semplice ancoraggio (già successo in più occasioni). La zona artica è invece decisamente meno trafficata, se non generalmente desolata e questo permetterà di evitare pericoli di quel genere. Detto questo, i cavi dovranno essere depositati centinaia di metri sotto la superficie onde evitare possibili colpi di coda da parte di iceberg vaganti.

Fonte: Extreme Tech • Notizie su: ,