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Italia-Programmi, l’evoluzione della truffa

L'ADUC chiede all'AGCM di oscurare Italia-Programmi sulla base di nuove evidenze emerse da una truffa che si sta evolvendo verso nuove forme.

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L’ADUC ha presentato all’Antitrust una nuova denuncia contro Italia-Programmi. Il nuovo intervento si è reso necessario in conseguenza dell’evoluzione che la truffa ha intrapreso, giungendo ad una nuova modalità di azione che richiede un aggiornamento delle accuse per consentire all’Authority di approfondire il nuovo orizzonte delineatosi.

Nonostante l’Antitrust abbia condannato Estesa Limited al pagamento di una multa di un milione e mezzo di euro per condotte commerciali ingannevoli, aggressive e scorrette e abbia ordinato alla società di cessare le condotte, Estesa Limited-Italia programmi prosegue indisturbata nelle proprie attività continuando a minacciare i consumatori che non pagano. Grazie al provvedimento dell’Autorità e grazie alla diffusione delle informazioni in Rete, evidentemente gli “affari” di Italia programmi si erano arenati, la gente non pagava più. Ecco quindi che la società ha studiato una nuova mossa: inviare a tutti coloro i quali hanno fatto la registrazione sul loro sito e non hanno pagato, una mail ancor più minacciosa per indurli a farlo.

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha a suo tempo sanzionato la Estesa Limited nella piena consapevolezza del fatto che nessuno avrebbe mai pagato tale sanzione: l’azienda ha infatti sede legale alle Seychelles ove la difficoltà delle rogatorie internazionali chiude formalmente ogni possibile approfondimento ulteriore delle indagini. L’AGCM aveva le mani legate: il sito era stato regolarizzato, l’oscuramento si era reso impossibile e la truffa è quindi maturata con nuove modalità. La nuova denuncia tenta di sbloccare nuovamente la situazione, riportando così Italia-Programmi al centro delle attenzioni.

Spiega l’ADUC:

Nella mail inviata da Estesa Limited, per la quale stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni al giorno, si induce il consumatore a pensare che ci sia un procedimento giudiziario in corso contro di lui, che le somme richieste da Italia programmi siano simili a tasse o tributi e che se non paga subirà una “ingiunzione tributaria”. La lettera contiene infatti una serie di informazioni false circa:

  • l’esistenza di un Tribunale regionale giudiziario, che non esiste nell’ordinamento italiano, la cui dizione può vagamente assomigliare al tribunale amministrativo regionale;
  • la possibilità che un avvocato incaricato dalla società possa “fissare una udienza presso Giudice tributario”. Ovviamente la magistratura tributaria non ha alcuna giurisdizione né competenza in materia di controversie fra privati, ne è possibile che un avvocato possa “disporre” del tribunale fissando una udienza;
  • si minacciano “spese a carico Vostro per le ingiunzioni tributarie”;
  • Ad avvalorare ulteriormente le paure ingenerate nel consumatore, la lettera prosegue indicando i dati con cui l’utente si è registrato e il suo IP, volendo dimostrare che poiché l’indirizzo dell’utente è noto alla società l’ingiunzione tributaria verrà correttamente notificata;
  • come già accaduto in passato viene prospettata l’esistenza di una indagine penale a carico del consumatore che sarebbe “promettente”.

La lettera di minaccia inviata dalla Estesa Limited è stata testimoniata da Webnews già nelle settimane scorse e ricalca esattamente quanto indicato dall’ADUC nella propria denuncia. La richiesta dell’associazione all’AGCM (pdf) è pertanto quella dell’apertura di un doppio procedimento:

  • uno per la mancata ottemperanza al primo, chiedendo che sospenda l’attività della Estesa Limited;
  • uno per la nuova condotta commerciale scorretta con l’invio della mail “Convocazione presso Tribunale Regionale Giudiziario”, chiedendo che dispongano anche tramite la Guardia di Finanza, la chiusura del sito.

Si torna pertanto a chiedere la chiusura del sito Italia-Programmi.net (peraltro nei giorni immediatamente successivi all’oscuramento di Private Outlet da parte dell’AGCM), ma su basi differenti rispetto al passato. L’AGCM ha pertanto nuovi elementi su cui lavorare e sui quali costruire la propria nuova indagine sul caso.

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