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Faceskin, il Facebook di Claudio Cecchetto

Faceskin è il nuovo social network lanciato da Cecchetto, che permette la condivisione di web-list e la ricerca di contenuti non indicizzati da algoritmi, ma dagli interessi degli utenti.

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Se Claudio Cecchetto – produttore discografico e talent scout di successo che ha scoperto artisti del calibro di Fiorello e Jovanotti e fondato Radio DeeJay – lancia un nuovo social network la stampa italiana impazza. L’idea sembra buona, il nome invece vacilla un po’: si chiama Faceskin ed è un canale sociale che consente di condividere le proprie web-list, cioè le “compilation” dei siti che abitualmente si frequentano.

Tutto qua. Cecchetto è appassionato di media e Internet, e ha voluto contribuire di tasca sua con questo nuovo social network che ha un nome già sentito, riveduto e corretto. Certamente, trattandosi di un produttore discografico della sua portata non sarà stato poi così difficile far partecipare al progetto Lorenzo Cherubini Jovanotti, Fiorello, Linus e Max Pezzali.

D’altronde sono stati proprio questi ultimi a essere i primi a condividere su Faceskin la loro web-list. Saranno le guide iniziali, insomma, dato che questo nuovo social è più un search engine che un network. La sostanziale differenza sta nella mancanza di un algoritmo: infatti, in questo caso saranno gli utenti stessi a fare da motore di ricerca sul web.

Come? Condividendo. Ed è proprio ROC – ricerca, organizza, condividi – ciò che Cecchetto aveva in mente. La maggior parte delle informazioni è già lì, catalogata in canali tematici dentro il social search. Purtroppo non è ancora aperto a tutti, ma – oltre a contare già circa 15 mila iscritti – esiste già una versione in Web App, che permette di navigare e registrare più pagine in sequenza, risparmiando tempo ed energia. L’idea pare sia nata dalla curiosità di Cecchetto stesso, che dice:

«Sono per natura una persona curiosa e ho sempre prestato massima attenzione a tutto quello che mi succedeva intorno, cercando idee, notizie, posti ma soprattutto persone che mi stimolassero. Nella realtà di oggi, dove tutto questo passa sempre più dalla Rete che è per sua natura veloce e fugace, ho avuto l’esigenza di un prodotto/servizio come questo. Non trovandolo, l’ho dovuto creare».

L’idea potrebbe essere ottima – andrebbe a sostituire Google e Facebook insieme e sarebbe anche meglio – ma sulla Rete, come è più che noto, se qualcosa non ha successo nell’immediato finisce nel dimenticatoio prima che la stampa possa accorgersene.

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