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Siri, nuova class action per la pubblicità ingannevole

Seconda class action negli USA per Siri: Apple è accusata di pubblicità ingannevole e di una falsa rappresentazione delle funzionalità del software.

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Una seconda class action per Siri è stata avviata negli Stati Uniti contro Apple e si va aggiungere alla prima intentata poche settimane fa. Questa volta si accusa Cupertino di aver rappresentato in modo non veritiero le funzionalità dell’assistente vocale per iPhone 4S.

La denuncia contro Cupertino è stata presentata da David Jones e riecheggia la class action simile presentata da un consumatore newyorkese all’inizio di marzo. In base a quanto sottolineato, Apple diffonderebbe false rappresentazioni e una pubblicità ingannevole di Siri attraverso la campagna di marketing avviata per sponsorizzare la peculiare funzionalità di iPhone 4S.

Ad esempio, si sottolinea, in molti spot televisivi vengono mostrati consumatori che utilizzano Siri per segnare un appuntamento, per trovare un ristorante oppure per altre richieste. Pubblicizzando Siri in questo modo, Cupertino farebbe credere che sia davvero facile per l’assistente vocale realizzare questi compiti, anche per via del fatto che conclude lo spot con l’esplicativa frase “basta chiedere a Siri”.

Apple tenderebbe dunque a enfatizzare un po’ troppo le funzionalità di Siri, portandole ad essere ingannevoli per gli utenti. Il software per iPhone 4S è certamente innovativo ma non permette di dettare lunghe email, cercare nomi precisi di ristoranti oppure studiare nuovi accordi musicali, per fornire degli esempi. Attraverso questa seconda class action si vuole pertanto mettere fine alla pubblicità ingannevole mostrata finora e si richiede a Cupertino una sostanziale modifica della propria campagna di marketing.

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