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Italia-Programmi.net è stato oscurato

Italia-Programmi.net è stato oscurato su ordine della Procura di Milano dopo che la truffa ha colpito anche il Presidente della Repubblica Napolitano.

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Italia-Programmi è stato oscurato. L’ordine è arrivato dalla Procura di Milano, che da tempo indaga sul caso sulla base delle segnalazioni raccolte dal Garante per la Concorrenza e il Mercato. Quel che il Garante non ha potuto ottenere è giunto infine, pur se oggettivamente in ritardo rispetto ai danni già comminati, sulla base di un ordine della Procura. Ma c’è un elemento del tutto curioso a caratterizzare l’avvenuto oscuramento: tra le vittime della truffa vi sarebbe anche Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica e primo cittadino italiano, dalla cui segnalazione sarebbe originata l’iniziativa che ha portato al taglio dei DNS verso il sito.

La grande truffa

La storia di Italia-Programmi è lunga: affonda le radici nel passato sotto il nome di Easy Download, passa attraverso decine di migliaia di segnalazioni protocollate dall’antitrust ed arriva ai giorni nostri con milioni di euro truffati all’utenza italiana. Ma il sistema si è evoluto. Agli inizi il sito proponeva il download di software gratuiti specificando sulla propria homepage che si sarebbe dovuto però contrarre un abbonamento del costo di 96 euro annui: chi arrivava da motore di ricerca non notava però l’avviso (inesistente nelle pagine interne) e si trovava così in trappola.

In seguito, per aggirare le imposizioni dovute alle prime indagini sul caso, il sito ha regolarizzato la propria posizione passando ad una seconda fase della truffa: le mail e le lettere di diffida, firmate Estesa Limited, sono state inviate a nuovi utenti, i quali in molti casi non avevano neppure mai aperto il sito. In certi casi, addirittura, il sito si celava dietro siti del tutto legittimi durante le ore diurne, così da aggirare i controlli dell’antitrust per poi tornare al meccanismo truffaldino puro durante la notte.

La richiesta del pagamento, accompagnata da precise minacce di iniziativa legale contro la persona, andavano spesso a buon fine ottenendo così la cifra indicata. Webnews ha seguito fin dall’inizio il problema ed ha raccolto migliaia di segnalazioni: per tutti il consiglio era quello di non pagare, di ignorare le minacce ricevute e sperare che le autorità mettessero fine allo scempio.

Del resto lo avevamo chiesto in tempi non sospetti come un piccolo grande impegno necessario per il 2012, perché sarebbe stato estremamente significativo: la piaga non poteva continuare a oltranza, qualcuno doveva per forza intervenire prima o poi. Così è stato.

La lettera inviata a Giorgio Napolitano è la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo ormai da tempo. Ed è per molti versi paradossale il fatto che una ingenuità di questo tipo sia la leva che ha consentito di porre fine ad una truffa già sanzionata dall’antitrust e mai veramente fermata a causa di una sede legale alle Seychelles ed alle relative difficoltà di indagine a causa delle necessarie rogatorie internazionali.

Un sequestro stonato

Chi tenta di collegarsi oggi ad Italia-Programmi.net tramite i DNS forniti dai provider italiani si trova con un redirect verso un indirizzo IP che riconsegna una pagina bianca: il sito della truffa non è più raggiungibile e con questo stratagemma si evita quantomeno di appesantire l’aggravio del meccanismo sull’utenza. Tuttavia il sequestro suona come una nota stonata per vari motivi che, con il senno del poi, vanno sottolineati per mettere in luce una situazione che Webnews denuncia da anni ormai.

Innanzitutto v’è la stonatura legata al ritardo dell’intervento. Una truffa di questo tipo si sarebbe potuta fermare fin dagli inizi, a seguito delle prime denunce e con una semplice verifica di quanto stava accadendo. La truffa era stata certificata da tempo, con tanto di sanzione da 1,5 milioni di euro da parte dell’antitrust ad inizio anno (facendo seguito alla precedente condanna già comminata ad Easy Download): nulla è però mai stato operato affinché il sito smettesse di continuare a proporre le proprie offerte. Le associazioni dei consumatori si sono fatte portavoce dei truffati e per mesi hanno sovrapposto denunce su denunce, senza tuttavia mai ottenere nulla più di semplici azioni formali e nessuna reazione concreta.

Ma la stonatura è anche nei termini. Soltanto nelle settimane scorse l’AGCM ci ha infatti ribadito l’impossibilità di agire oggi contro Italia-Programmi in quanto il sito sarebbe stato pienamente legittimo in quanto ad offerta online. Oggi infatti la truffa non opera più soltanto sulla base dei dati raccolti dai propri moduli sul sito Web, il che rende di per sé inutile il sequestro. La truffa è oggi, piuttosto, veicolata tramite lettere che nulla hanno più a che vedere con il download di programmi gratuiti, ed è questo il motivo per cui Private Outlet è stato fermato (e solo in seguito riabilitato) mentre Italia-Programmi è rimasto online pur raccogliendo strali, denunce e sanzioni.

Se il sequestro è inutile (pur se benedetto), perché portarlo dunque avanti ora, pur con estremo ritardo, pur di fronte ad una azione delegittimata dalla precedente inerzia delle Authority?

Fine della storia?

Italia-Programmi è una storia che doveva vedere i titoli di coda molto tempo addietro: si sarebbero evitati guai per decine di migliaia di utenti italiani con un danno complessivo valutabile nell’ordine dei milioni di euro (cifre che vanno da 96 a circa 120 euro cadauno). Ma al tempo stesso Italia-Programmi non è ancora una storia finita.

Non è una storia finita poiché le lettere di diffida sono ancora in viaggio e potrebbero partirne altre: la sospensione del sito non è di per sé un deterrente sufficiente per fermare il procrastinarsi della truffa.

Non è una storia finita poiché centinaia di migliaia di utenti italiani hanno effettuato il pagamento ed oggi vorrebbero trovare un appiglio per chiedere un improbabile risarcimento.

Non è una storia finita poiché i responsabili sono a piede libero e si stanno godendo il frutto del proprio operato.

Non è una storia finita perché qualcosa non ha funzionato: il sequestro è arrivato tardi, è arrivato solo dopo il coinvolgimento del Presidente della Repubblica con relativo interessamento ed è arrivato quando ormai diventa una azione formale tanto obbligata quanto poco utile allo scopo.

Non è una storia finita, insomma, perché il cerchio non si è chiuso. E questo significa che da un giorno all’altro quel che era Easy Download, e quel che è stato Italia-Programmi, potrebbe rinascere sotto nuovo nome, nuova sede e nuova forma. Ma con la medesima finalità ed il medesimo contesto debole a fare da tappetino rosso ai truffatori.

Fonte: Corriere della Sera • Notizie su: