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Telecom Italia valuta l’ipotesi dello scorporo?

Telecom Italia avrebbe ricominciato a considerare l'ipotesi dello scorporo della rete in qualità di opportunità per gli investimenti futuri del gruppo.

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Telecom Italia starebbe ragionando sulla possibilità di dividere la rete dai servizi, operando così una scissione che da anni viene implorata in quanto possibile leva per sbloccare definitivamente la concorrenzialità sul mercato ed aprire così ad una mano invisibile in grado di lavorare su banda larga e digital divide. Nulla di concreto, al momento, ma il passo sembra di per sé già ampiamente significativo: per la prima volta Telecom Italia sembra voler tenere in considerazione l’ipotesi dello scorporo e starebbe valutando a tal fine alcuni scenari possibili.

L’idea di fondo è quella per cui uno scorporo potrebbe consegnare a Telecom Italia importanti risorse tanto per il taglio del debito, quanto per l’investimento nella nuova rete a banda larga che l’Europa impone e l’Italia richiede. Il documento diventa di pubblica notorietà dopo essere stato analizzato dal Sole 24 Ore, il quale snocciola tanto di dettagli svelando le tre ipotetiche direttrici che una eventuale separazione funzionale della Rete dall’azienda potrebbe intraprendere:

Tre gli scenari prospettati. Il primo: «Scorporo e conferimento del ramo d’azienda» attraverso la creazione di una società interamente controllata da Telecom. Il secondo scenario: «Scissione proporzionale», che prevederebbe un percorso più lento e la costituzione di un veicolo con lo stesso identico azionariato del gruppo. Terza ipotesi, la più impegnativa: «Cessione (e non solo conferimento, ndr) del ramo d’azienda «ad altra società, newco o esistente, di cui Telecom Italia può eventualmente acquisire una quota post-cessione». Una quota, stando a queste carte, non la maggioranza. Con quale convenienza? L’operazione «(…) comporterebbe l’opportunità/necessità di attribuire quota parte del debito di Telecom Italia alla newco».

Il partner predestinato nel caso si optasse per lo scorporo sarebbe la Cassa Deposito e Prestiti: lo Stato rientrerebbe così in possesso della Rete dopo averla precedentemente perduta nel passaggio dal monopolio della SIP all’attuale mercato degli operatori privati.

Fonte: Sole24Ore • Via: Milano Finanza • Notizie su: