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Come risponderà Apple al Google Project Glass?

Google Project Glass: Forbes ipotizza le alternative di Apple agli occhiali interattivi di Google, sostenendo che Cupertino non sosterrà una tecnologia così invadente.

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La notizia ha tenuto banco per tutta la scorsa settimana e ha fatto sognare moltissimi internauti: Google ha lanciato un progetto, al momento solo in fase preliminare, per la creazione di occhiali interattivi che forniscano informazioni all’utente direttamente osservando lo spazio circostante. La curiosità ha destato una domanda insistente sul Web: come risponderà Apple a questa innovazione? A fornire risposte ci pensa Forbes.

La guerra a colpi di invenzioni fra Google e Apple è in atto da qualche anno, da quando sono diventate dirette avversarie sul versante di smartphone e tablet, con i rispettivi Android e iOS. Data la “guerra termonucleare” che Steve Jobs avrebbe voluto portare avanti per abbattere il nemico Big G, non stupisce che un progetto così affascinante come i Google Glasses necessiti di una risposta altrettanto attraente. Ma, secondo Forbes, la realtà sarà invece differente.

Apple è sempre stata restia a far proprie tecnologie nuove di terze parti, se non con l’acquisizione diretta di società, basti pensare a Siri. E sicuramente non cavalcherà l’onda di un concorrente blasonato come Google. Per questo motivo, Apple semplicemente se ne starà seduta e analizzerà la risposta del pubblico. La strategia della Mela, sempre secondo la quotata testata, si articolerà in tre step.

Nella prima fase, come accennato, Cupertino se ne starà placida a guardare. È successo così per l’MP3, lo è stato con il rifiuto per i netbook e così sarà per molti altri prodotti. Apple non produrrà un device se non sarà certa del suo successo, per questo inizialmente non elaborerà il proprio paio di occhiali elettronici targati Mela, soprattutto quando il progetto di Google risulta più nell’ambito dell’ipotesi che in quello della realtà. Nella seconda fase, Apple probabilmente investirà su tecnologie proprie già esistenti che potrebbero competere, seppur in modo diverso, con Google Glass. Il riferimento è sicuramente a Siri, che potrebbe essere integrato in prodotti diversi rispetto a iPhone e imparare a interagire con l’utente anche senza la necessità di avere un dispositivo fra le mani. Nella terza fase, infine, Cupertino potrebbe dimostrare un effettivo interesse per la tecnologia, soprattutto qualora prendesse piede sul mercato.

Storicamente Apple è sempre stata molto attenta a innovare in termini di interazione macchina-utente, prima ridisegnando le funzionalità del mouse di iMac, poi inventando la click-wheel di iPod e infine lanciando su larga scala gli schermi multitouch. Ma gli occhiali, così come Big G li ha inventati, potrebbero non essere la via a cui la Mela aspira. Da sempre, la visione di Cupertino sui prodotti elettronici è che non siano invadenti per gli utenti, un minimalismo di concezione che si riflette anche nel design. I Google Glasses, invece, vanno nella direzione esattamente opposta: “disturbano”, seppur con il benestare del proprietario, continuamente l’utilizzatore. È più probabile, perciò, che Apple continui a elaborare soluzioni disponibili “quando si ritiene utile”, e non perenni come il futuro cui mira Big G. Tuttavia, di fronte una simile innovazione, Cupertino non potrà continuare a puntare sui device touch, che verranno ovviamente superati. Che cosa accadrà, allora?

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