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Microsoft acquista 800 brevetti da AOL per 1,1 miliardi

Microsoft ha ottenuto la licenza di tutti i brevetti di AOL e acquisito oltre 800 brevetti posseduti dalla media company.

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Microsoft e AOL hanno annunciato un accordo da 1,056 miliardi di dollari per la vendita di 800 brevetti. AOL ha ceduto a Microsoft circa un terzo delle sue proprietà intellettuali, mentre i rimanenti 300 brevetti potranno essere utilizzati dall’azienda di Redmond in base ad una licenza non esclusiva. L’accordo, che si concluderà alla fine dell’anno, prevede anche la vendita delle azioni di una sussidiaria di AOL.

Le due aziende non hanno specificato quali sono le tecnologie coperte dai brevetti, ma probabilmente la mossa di Microsoft è una conseguenza dell’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google. I 300 brevetti sui quali l’azienda ha ottenuto una licenza non esclusiva riguardano advertising, ricerca, generazione dei contenuti, social networking e tecnologie di mappping. Con un comunicato stampa congiunto, Brad Smith, General Counsel e Vice Presidente Esecutivo della divisione Legal and Corporate Affairs di Microsoft, ha dichiarato:

Si tratta di un portafoglio di valore che abbiamo seguito per anni e analizzato in dettaglio per diversi mesi. AOL ha eseguito un’asta competitiva e, partecipando, Microsoft è riuscita a raggiungere due obiettivi primari: l’ottenimento di una licenza duratura al completo portafoglio di AOL e la proprietà di alcuni brevetti che completano il nostro portafoglio esistente.

La somma di denaro raccolta dalla vendita e quella derivante dall’accordo di licenza con Microsoft porterà nelle casse di AOL oltre 1 miliardo di dollari, la maggior parte dei quali dovrebbe finire nelle tasche degli azionisti. Ciò avverrà però solo dopo l’approvazione da parte degli enti regolatori entro la fine del 2012.

Per Microsoft, invece, ci tratta di un importante risultato che le permetterà di difendere le sue proprietà intellettuali in diversi settori, in particolare sul mercato della telefonia, dove ha già ottenuto diverse vittorie contro Google con gli accordi sottoscritti da quasi tutti i produttori di dispositivi Android.

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