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Google ha risposto a 24 domande su 69

Google ha risposto a 24 delle 69 domande che la CNIL ha rivolto al gruppo in merito alla nuova policy per la tutela della privacy.

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Google ha una risposta immediata per ogni query, ma alle sollecitazioni della CNIL risponderà invece con calma, sfruttando tutto il tempo a propria disposizione. Nonostante il gruppo voglia prendere temo, ha iniziato altresì il dialogo con l’ente francese inviando un primo fascicolo di risposte, a dimostrazione della volontà di collaborare. Il resto della documentazione arriverà a tempo debito.

Le domande della CNIL sono state formulate nelle settimane passate in virtù dell’incarico conferito all’ente dalla Commissione Europea, la quale a riconosciuto all’autorità francese il ruolo di mediatore nella trattativa con Google circa la nuova policy per la tutela della privacy degli utenti del gruppo. Come noto, Google intende mettere assieme tanto i dati raccolti sui vari siti di proprietà, quanto i documenti relativi alla gestione dei dati stessi: la Commissione Europea ha ravvisato in tale azione una possibile violazione delle normative comunitarie ed ha pertanto richiamato Google all’ordine in attesa di approfondimenti.

Google continua a difendere il proprio agire, sottolineando la trasparenza della propria azione e la possibilità di fruire dei servizi rinunciando semplicemente al tracciamento effettuato a seguito di login. Per esplicitare il proprio punto di vista il gruppo ha anzitutto inviato le prime 24 risposte alla CNIL, da cui erano giunte a suo tempo 69 domande in tutto divise in 10 ambiti:

  • Definizioni e terminologia
  • La transizione verso la nuova policy
    Quanti utenti hanno visitato le pagine esplicative della nuova policy, come sia stata gestita l’informazione, quante domande abbia ricevuto Google in proposito dagli utenti;
  • Servizi e dati raccolti
    Quali servizi sono coinvolti, quali dati vengono raccolti, come vengono gestiti, come e se vengono cancellati, gestione dei cookie;
  • Propositi
    Esatte finalità relative alla raccolta dati;
  • Data retention
    Quanto, come e se i dati raccolti vengono conservati sui server Google;
  • Diritti e consenso
    Esplicitazione dei termini relativi al consenso al trattamento dei dati;
  • Termini del servizio vs nuova policy
    Precisazione circa le situazioni entro cui i termini del servizio hanno priorità rispetto alla policy per la privacy;
  • Legittimità della connessione dei dati tra i servizi
    Modalità con cui i dati saranno combinati e gestione dei profili risultanti: è questo l’aspetto maggiormente approfondito dell’intera lettera della CNIL a Google;
  • Informazioni
    Informazioni di carattere generale;
  • Informazioni aggiuntive
    Eventuali argomenti ulteriori che Google intende porre all’attenzione della CNIL.

Google, inoltre, ha reso pubblico l’intero documento, così che la trasparenza possa essere garantita anche in seno alle trattative con l’UE: le argomentazioni ribadite sono le medesime già portate avanti nelle settimane passate, nelle quali il gruppo ha sottolineato l’esigenza di un documento di policy univoco nel quale ogni dettaglio è chiaramente esplicato e la cui accettazione automatica è stata comunicata con generosità agli utenti dei vari servizi dell’azienda.

Tra le risposte si sottolinea in modo particolare quanto relativo alla data retention: Google spiega infatti che i dati cancellati dagli utenti rimangono comunque sui server di backup, il tutto per consentire all’utente di reperire eventualmente materiale erroneamente cancellato; inoltre si spiega che tutti gli IP vengono resi anonimi nel giro di 9 mesi ed i cookie nel giro di 18 mesi.

Le altre risposte verranno inviate alla CNIL «non appena pronte».

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