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Passera, no al beauty contest: frequenze all’asta

Il Ministro Passera ha annunciato che il Governo non concederà gratuitamente le frequenze liberate dal digitale terrestre: lo spettro va all'asta.

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Cambio di programma per l’assegnazione delle frequente liberatesi a seguito della migrazione verso il digitale terrestre: nelle scorse ore il Ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti Corrado Passera ha infatti annunciato l’intenzione da parte del Governo di abbandonare l’idea di un’assegnazione gratuita delle stesse alle società che ne faranno richiesta e risponderanno a determinati parametri, proponendo di fatto una distribuzione basata su di una regolare asta. Passera, insomma, ha scritto la parola fine a quello che per lungo tempo è andato sotto il nome di “beauty contest“.

Quest’ultimo aveva rappresentato la soluzione proposta dal Governo Berlusconi per l’assegnazione dei sei multiplex disponibili per diversi utilizzi, concedendo le frequenze in licenza gratuita per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie e nuove offerte in svariati settori. Il Governo Monti ha ora deciso di fare marcia indietro, promuovendo un’asta che potrebbe consentire allo Stato di incamerare una cifra superiore al miliardo di euro e che sarà sancita da un bando in arrivo nelle prossime settimane, sicuramente prima del 20 aprile, giorno in cui scade il blocco momentaneo al beauty contest indetto per fare il punto della situazione e decidere sul da farsi.

Nello specifico, in una prima fase dovrebbero essere assegnati al più tre multiplex dei sei disponibili, con la cosiddetta banda 700 che giocherà un ruolo fondamentale in tal senso in quanto destinata dal 2015, secondo le ultime indicazioni provenienti dall’Unione Europea, all’allestimento di nuove infrastrutture dedicate alle connessioni, anche mobile, ad alta velocità. L’assegnazione delle frequenze residenti in tale banda, insomma, potrebbe rappresentare il trampolino di lancio verso una nuova era di Internet nello Stivale, con la creazione di nuove soluzioni ad alta velocità a disposizione dei cittadini italiani.

Ogni pacchetto di frequenze dovrebbe poi essere assegnato a coloro che vinceranno le relative aste secondo modalità differenti, con periodi che potrebbero raggiungere i tre anni per i lotti riguardanti Internet, qualcosa in più per le frequenze legate alle applicazioni televisive. Il tutto, chiaramente, non avverrà nell’immediato, bensì sarà necessario attendere i tempi necessari all’istituzione del bando per l’asta e la conclusione della stessa per conoscere chi avrà nelle proprie mani le tanto ambite frequenze.

Ad oggi quel che è noto è che il Beauty Contest cadrà sotto i colpi delle proteste di chi in questi mesi ha implorato miglior sorte per lo spettro liberato grazie al digitale. L’attenzione si sposta ora sul “poi” e sulle nuove modalità con cui le frequenze saranno assegnate.

Fonte: La Repubblica • Immagine: Quirinale.it • Notizie su: