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Frequenze TV: beauty contest azzerato, via all’asta pubblica

Corrado Passera spiega che il beauty contest per l'assegnazione delle frequenze televisive verrà azzerato, per un'asta svolta in modo differente.

Frequenze TV

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Il Governo Monti continua sulla strada tracciata qualche mese fa, quando il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera fece intendere chiaramente che il cosiddetto beauty contest, cioè la gara per l’assegnazione gratuita delle frequenze televisive che si otterranno dallo spegnimento del segnale analogico nel passaggio al digitale terrestre, sarebbe stato annullato in favore di un’asta in cui la cessione delle frequenze obbligherà gli operatori interessati a pagare il loro valore allo Stato, esattamente come accaduto in passato per le frequenze mobili acquistate dagli operatori telefonici.

La notizia delle ultime ore è la conferma delle intenzioni di Passera, il quale, parlando con la stampa, ha spiegato senza mezzi termini che: “Il beauty contest verrà azzerato. La prossima asta sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse”.

Il contest non si farà quindi e sarà sostituito da una vendita pubblica che prevede uno spacchettamento delle frequenze, secondo un piano che la stessa Commissione Europea starebbe valutando con l’obiettivo di favorire l’accesso alla piattaforma del digitale terrestre di nuovi operatori entranti, cercando di ampliare la concorrenza e di rendere il mercato televisivo italiano più competitivo e pluralista.

Secondo le prime ipotesi lo spacchettamento delle frequenze vedrebbe la banda dei 700 MHz assegnata per un periodo di tre anni alle emittenti interessate, per arrivare così al 2015, anno entro il quale quella porzione di spettro trasmissivo dovrebbe essere restituita allo Stato per poi essere riassegnata agli operatori di telecomunicazioni per l’accesso a Internet.

In totale, questa porzione di banda riguarderebbe 2 o al massimo 3 multiplex, mentre il restanti dei 6 multiplex complessivi verrebbe assegnato agli operatori TV per un periodo più lungo.

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