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Neelie Kroes: l’Italia è in ritardo nello sviluppo della banda larga

Neelie Kroes ha affermato che l'Italia è in forte ritardo nello sviluppo della banda larga e nell'uso di Internet rispetto agli altri Paesi europei

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Neelie Kroes, commissario europeo per l’agenda digitale, durante il Forum della Confindustria Digitale a Roma, ha bacchettato nuovamente l’Italia per i ritardi nella digitalizzazione del Paese. Pur apprezzando il lavoro fatto dal nuovo Governo in merito all’Agenda Digitale Italiana, Neelie Kroes non può fare a meno di sottolineare come il tutto deve concretizzarsi in investimenti nelle nuove tecnologie. Investimenti che devono essere attuati anche al più presto visto il ritardo tecnologico dell’Italia nei confronti degli altri Stati membri dell’Unione Europea.

E i dati presentati da Neelie Kroes sono davvero preoccupanti: il 41% degli adulti italiani non si è mai connesso a internet, un livello due/tre volte più alto di paesi come Francia e Germania.

Ma l’Italia è anche pericolosamente indietro nello sviluppo della banda larga. Neelie Kroes sottolinea al riguardo, come il tasso di penetrazione delle linee veloci nel nostro Paese sia 10 punti inferiore rispetto ad altri partner europei. Guardando ai più giovani, la situazione in Italia non migliora di certo, visto che la percentuale dei ragazzi che studiano materie informatiche è inferiore di un terzo a quella degli altri Paesi del vecchio continente. Ma l’informatica e la digitalizzazione possono invece rappresentare un forte input per un Paese che vuole crescere e dunque che fare per stimolare gli investimenti in questi settori?

Neelie Kroes propone 3 soluzioni su come stimolare la digitalizzazione in Italia.

  • Investire nelle competenze informatiche dei giovani, anche come stimolo per trovare lavoro, visto che nel 2015 è previsto che il 90% delle richieste lavorative richiederanno la conoscenza dell’informatica;
  • Abbattere il digital divide per offrire la banda larga a tutti e in parallelo creare un mercato unico digitale;
  • Da ultimo, è necessario investire fortemente nell’innovazione che sarà il cardine per il futuro sviluppo dell’economia digitale europea.

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