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Stuxnet, così Israele ha bloccato l’Iran

Il worm che ha bloccato per diverse settimane il programma nucleare irananiano è stato installato da un agente segreto infiltrato israeliano.

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Una storia che sembra uscita dal miglior film di spionaggio, ma è quanto accaduto tra Israele e Iran e che adesso rischia di complicare ulteriormente il rapporto tra le due nazioni. Secondo quanto riporta un rapporto divulgato da Industrial Safety and Security Source (ISSSource), un agente segreto israeliano avrebbe infettato le centrali nucleari iraniane con il famoso virus Stuxnet tramite una semplice penna USB, riuscendo a bloccare momentaneamente il programma.

L’ISSSource riferisce che la fonte di queste informazioni ha chiesto di restare anonima, specificando però che l’agente fa parte di un gruppo dissidente iraniano e ha potuto agire quindi supportato da altri infiltrati che hanno permesso all’uomo di poter diffondere più in fretta e in maniera più devastante l’infezione. Ex funzionari statunitensi hanno reso noto che ad agire è stata Mujahedeen-e-Khalq (MEK), un’organizzazione ombra gestita appunto da Israele che sarebbe stata incaricata di eseguire attacchi su obiettivi strategici mirati scelti dal governo locale.

Secondo i funzionari degli Stati Uniti, l’infezione sarebbe iniziata nello stesso momento in cui qualcuno ha cliccato l’icona del file malevolo. Lo Stuxnet, diventato famoso proprio per questa storia, è un pericoloso worm che è capace di spiare e riprogrammare PC industriali basati su sistema operativo Windows. Considerato che la maggior parte delle macchine presenti nella centrale presentavano proprio il sistema operativo di Redmond, il worm non ci ha messo molto a propagarsi e bloccare per qualche settimana il programma nucleare iraniano.

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