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Pulitzer 2012: vincono i media online

La giuria del Pulizter 2012 ha emesso verdetto: premiati due giornalisti della Rete, simbolo del cambiamento dell'informazione giornalistica.

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L’informazione online ha avuto di nuovo la meglio. Il Pulitzer, prestigioso premio giornalistico statunitense, è stato infatti assegnato a due giornalisti dei nuovi media. Sono riusciti a non farsi snobbare e a distinguersi tra tutti, David Wood dell’Huffington Post e il vignettista Matt Wuerker di Politico.com, portando a casa l’Oscar del giornalismo.

Il premio assegnato è stato una sorpresa per tutti, simbolo di cambiamento: la giuria del Pulitzer ha considerato la Rete prima d’ora solo nel 2010, quando assegnò l’onoreficenza a ProPublica.org per la sezione relativa al giornalismo investigativo. Allora fu un’inchiesta sulla situazione sanitaria e ospedaliera dopo il passaggio dell’uragano Katrina. Stavolta, invece, a distinguersi positivamente sono stati David Wood e i suoi reportage sui reduci dall’Afghanistan e dall’Iraq – aggiudicandosi il premio per la categoria Interni – e Mark Wuerker, famoso e adesso premiato per le sue vignette satiriche irriverenti.

Anche alcuni media tradizionali hanno portato a casa un Pulitzer: Jeff Gettleman, un reporter del New York Times, per esempio, ha vinto il premio per la sezione Esteri, con i suoi reportage dall’Africa, mentre David Kocieniewski, sempre del NYT, è stato premiato per le sue inchieste sulla crisi economica. Ed è proprio il New York Times a scrivere:

«La più grande sorpresa quest’anno è arrivata dai nuovi media. Si tratta di un segno del cambiamento del panorama dei media».

In effetti, a meno di 18 anni dall’uso di Internet come mezzo di comunicazione giornalistico, assegnare un premio così importante a livello internazionale a delle testate online, riconoscendo l’importanza e l’immediatezza della Rete, ma allo stesso tempo la serietà e la scrupolisità dei blogger, tramandata dai veterani della carta stampata, è sintomo che il mondo dell’informazione sta andando nella giusta direzione. E che, finalmente, anche la prestigiosa giuria della Columbia University approva questa condotta.

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