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Megaupload: l’Fbi sbaglia e il processo rischia di saltare

Megaupload, a causa di un erorre di procedura giudiziaria dell'Fbi, il processo potrebbe saltare o addirittura non svolgersi mai

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Megaupload, il processo potrebbe saltare e così pure tutto l’impianto accusatorio. Sembra incredibile, ma a distanza di mesi dalla più grande azione di polizia informatica delle recente storia di internet, tutto potrebbe essere azzerato a causa di un semplice errore di procedura. Anzi, qualcuno sostiene a questo punto, che il processo potrebbe anche non svolgersi mai. Secondo quanto dichiarato dal giudice O’Grady, l’Fbi, non avrebbe mai contestato all’azienda Megaupload, con sede nella Nuova Zelanda, le accuse penali che invece sono state formulate a carico del fondatore Kim Dotcom.

Il problema nasce proprio da questo cavillo e cioè dalla mancata consegna dei documenti giudiziari contro l’azienda, un vizio di procedura grave che ha stoppato il processo in atto.

L’Fbi si difende asserendo che Megaupload, a livello di società, è controllata al 68% da Kim Dotcom e dunque sono da considerarsi la stessa cosa, ma per i giudici Neo Zelandesi le leggi sono leggi e devono essere rispettate.

Questa svista potrebbe dunque costare caro alle autorità americane, da tempo smaniose di chiudere velocemente questa faccenda e di far condannare Megaupload e Kim Dotcom.

Ma anche se questi documenti arrivassero, una società non è estradabile e dunque non potrebbe mai rientrare nella sfera di competenza della giurisdizione americana, come dire che forse tutto l’operazione Megaupload è stata un po’ forzata e doveva essere ripensata per avere validità legale.

Ma se l’Fbi si trova in una posizione di forte imbarazzo per questo pesante errore sul caso Megauplod, dall’altra parte, i legali di Kim Dotcom stanno sfruttando l’occasione per sottolienare nuovamente non solo l’innocenza del loro assistito ma che tutto il caso Megaupload è stato montato solo per questioni politiche…

Ma quello che è sicuro davvero è che ne vedremo ancora delle belle, il processo più clamorso dell’era di Internet è ancora tutto da scrivere.

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