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Intel, è l’ora degli Ivy Bridge

Intel ha ufficializzato l'arrivo della linea Ivy Bridge, CPU realizzate mediante transistor 3D in grado di ridurre i consumi e migliorare le prestazioni.

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L’ora di Ivy Bridge è finalmente arrivata: nelle scorse ore Intel ha infatti annunciato l’arrivo sul mercato dei primi computer basati sulla nuova architettura per microprocessori studiata nei propri laboratori di Santa Clara, la quale ha il duplice obiettivo di alzare l’asticella delle prestazioni e di ridurre sensibilmente i consumi energetici. Il tutto, grazie all’adozione dei 3D Tri-Gate transistor, i quali sfruttano un layout tridimensionale piuttosto che bidimensionale apportando una serie di vantaggi alla struttura interna della CPU, in primis in termini di spazio occupato.

I processori Ivy Bridge, realizzati con tecnologia a 22 nm, permettono quindi di aumentare la densità di transistor per unità di area, oltre che di ridurre i consumi energetici necessari per il proprio funzionamento. La struttura della CPU prevede poi la presenza di un modulo dedicato all’elaborazione grafica ed una serie di componenti aggiuntivi utili al miglioramento della sicurezza complessiva del sistema di elaborazione in uso, grazie ad alcune soluzioni studiate dagli ingegneri della società.

In particolare, gli Ivy Bridge monteranno al loro interno un processore grafico HD Graphics 4000, il quale supporta Microsoft DirectX 11, OpenGL 3.1 ed OpenCL 1.1, permette di eseguire elaborazioni 3D ed offre performance di buon livello. I chip integreranno inoltre al proprio interno un modulo per l’utilizzo di connettività USB 3.0 e PCI-Express, mentre per quanto concerne la sicurezza sarà possibile sfruttare un sistema per l’elaborazione digitale di numeri casuali, utilizzati da diversi algoritmi di cifratura, ed uno strumento di protezione in grado di rilevare eventuali tentativi da parte di utenti esterni di ottenere privilegi superiori ai propri.

In una prima fase Intel produrrà 13 CPU basate su di un’architettura quad-core, mentre nel corso dei prossimi mesi dovrebbero giungere anche soluzioni dual-core, coprendo di fatto un’ampia fetta del mercato. Il tutto, senza eccessivi aumenti dal punto di vista dei costi, la cui variazione rispetto ai Sandy Bridge dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 punti percentuali, con chiari benefici per gli utenti finali. Entro breve, poi, dovrebbero essere disponibili sul mercato i primi computer basati su Ivy Bridge grazie alla partnership con Acer, Lenovo, Sony ed Asus, mentre in futuro Apple potrebbe pensare a tale soluzione per la linea Pro del segmento MacBook.

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