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Google Drive, SkyDrive, iCloud e Dropbox a confronto

Google Drive messo a confronto con i migliori servizi cloud disponibili sul mercato.

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Il lancio di Google Drive inserisce di diritto il colosso di Mountain View nella battaglia per i servizi di cloud storage. L’azienda prova a lottare in un settore sempre più affollato e ricco di opportunità per aziende e consumatori, con un’offerta interessante atta a convincere scettici e più navigati sull’utilità dei servizi proposti. Ma cos’ha da offrire la concorrenza? In questo articolo si mettono a confronto le diverse tipologie di storage online offerti da Google Drive, SkyDrive, iCloud, Dropbox e altri ancora.

Parlando semplicemente di spazio offerto per il salvataggio di documenti e file multimediali, ecco elencate di seguito nel dettaglio le differenze tra i vari competitor oggi sul mercato.

  • Google Drive (download): 5 GB gratuiti, 20 GB aggiuntivi al prezzo di 2,49 dollari mensili, 100 GB aggiuntivi 4,99 per dollari, 1 TB 49,99 a dollari e 16 TB 799,99 a dollari.
  • Dropbox (download): 2 GB gratuiti, 50 GB aggiuntivi al prezzo di 9,99 dollari mensili o 99 dollari all’anno, 100 GB aggiuntivi per 199 dollari all’anno.
  • Box (download): 5 GB gratuiti, 50 GB gratuiti con la promozione Android, 1 TB 15 al prezzo di dollari mensili.
  • Minus (download): 50 GB gratuiti.
  • Microsoft SkyDrive (non disponibile su Google Play): 7 GB gratuiti (25 per i primi utenti), 20 GB aggiuntivi per 10 dollari all’anno, 50 GB aggiuntivi a 25 dollari all’anno, 100 GB aggiuntivi per 50 dollari ogni anno.
  • Apple iCloud (non disponibile su Google Play): 5 GB gratuiti, 10 GB aggiuntivi al prezzo di 20 dollari ogni anno, 20 GB aggiuntivi per 40 dollari all’anno e 50 GB aggiuntivi a 100 dollari ogni anno.

Da questi dati si comprende subito come Google Drive sia tra le soluzioni più convenienti dal punto di vista economico (anche se Microsoft con il suo SkyDrive si comporta ancora meglio), specialmente se si considera la vasta gamma di servizi offerti da Mountain View, come Google Docs, che vanno per forza di cose a integrarsi con il nuovo servizio.

Un’importante differenza, va detto, è rappresentata dal modo in cui Google utilizza i file archiviati, assicurandosi una maggiore libertà d’azione in tal senso rispetto i competitor. La cosa, inutile nasconderlo, non ha mancato di scatenare qualche perplessità presso la community di utenti, in attesa di maggiori chiarimenti.

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