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Attivisti di Greenpeace negli Apple Store americani

La campagna di Greenpeace sull'inquinamento dovuto ai data center Apple prosegue, ieri proteste in tre città americane e canadesi.

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Greenpeace ha pubblicato nelle scorse settimane il nuovo rapporto “How clean is your cloud?”, con l’obiettivo di far luce sulle origini dell’energia elettrica impiegata per l’alimentazione dei data center che gestiscono i servizi cloud dei giganti dell’elettronica. Apple è risultata tra le aziende meno attente alle tematiche ambientali, a causa di un massiccio utilizzo di energia proveniente da fonti non rinnovabili come il carbone o il nucleare. Una critica che ha portato la società di Cupertino a reagire con una secca smentita, comunque non sufficiente a placare la protesta, tanto che alcuni attivisti hanno manifestato ieri di fronte agli Apple Store di San Francisco, New York e Toronto (Canada).

La notizia è stata riportata sulle pagine del Los Angeles Times. La manifestazione ha preso vita poco prima di mezzogiorno, quando circa trenta persone si sono presentate di fronte al punto vendita della città californiana sito in Union Square, con in mano alcuni palloncini neri raffiguranti il logo di iCloud, come ben visibile nell’immagine di apertura. Sono poi stati appesi alcuni manifesti sulle vetrate dello store, con l’invito a visitare il sito Clean Apple’s Cloud.

Stando a quanto riportato dal giornalista della testata americana, il “blitz” è stato condotto in modo del tutto pacifico, senza momenti di tensione tra i sostenitori dell’associazione ambientalista e i dipendenti del negozio di Cupertino. Su YouTube è comparso anche un video, intitolato “Apple: Introducing iCoal”, realizzato da Greenpeace con lo stile dei filmati che solitamente la mela morsicata utilizza per presentare i nuovi prodotti prima della commercializzazione. Eccolo in streaming di seguito.

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