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Google Drive e la tutela della privacy

Google Drive, servizio di cloud storage lanciato la scorsa settimana, e la privacy: ecco vantaggi e rischi secondo la redazione di Wired.

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Google Drive è una realtà. Dopo mesi di indiscrezioni, il servizio di cloud storage messo a punto dal colosso di Mountain View ha fatto il suo debutto ufficiale la scorsa settimana, con l’integrazione nella piattaforma Google Docs. Delle funzionalità offerte si è già scritto tutto il possibile, ma come vengono gestiti i file caricati dal punto di vista della privacy?

A questo proposito risulta interessante un articolo comparso oggi sul sito ufficiale della rivista Wired, che focalizza l’attenzione sulle modalità di gestione del materiale ospitato sui server di Google Drive, che per la natura stessa del servizio può contenere informazioni o dati personali. Secondo la redazione del magazine, che ha preso in analisi i termini di licenza, anche in questo caso vige la regola “I file sono degli utenti, ma il fornitore del servizio li può utilizzare a propria discrezione”. Un principio illustrato in cinque punti.

  1. Documenti o contenuti multimediali caricati su Google Drive restano di esclusiva proprietà dell’utente, che in qualsiasi modo può usufruirne, condividerli o eliminarli dai server;
  2. Google si riserva il diritto di consultare, modificare, riprodurre e pubblicare tutti i file dell’utenza per qualsiasi fine legato alla propria attività, anche coinvolgendo partner esterni;
  3. anche servizi concorrenti come Dropbox, iCloud oppure SkyDrive (messi a confronto su queste pagine), appartenenti dunque ad altre aziende, prevedono termini di licenza simili, quindi non possono essere definiti “più rispettosi” rispetto a Google Drive;
  4. i dati ospitati su server cloud non sono immuni da attacchi informatici o possibili violazioni informatiche, pur essendo protetti da sistemi di sicurezza senza dubbio avanzati;
  5. tutto il materiale di cui l’utente andrà ad eseguire l’upload potrà essere analizzato così come già accade per Gmail, Google+ e altri servizi di bigG, al fine di realizzare campagne pubblicitarie mirate in base ai gusti personali di ognuno.

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