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ACTA: il futuro del voto in Europa

Nonostante i pareri negativi raccolti, non è ancora finita per la legge ACTA, il cui voto in Parlamento europeo è previsto per luglio: il monito dell'EFF.

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Soltanto pochi giorni or sono il Garante Europeo per la protezione dei dati (EDPS) esprimeva il suo parere negativo sulla bozza della legge ACTA, ovvero il documento che regola a livello transnazionale l’approccio al copyright e che l’Unione Europea dovrebbe votare ne prossimi giorni. Nonostante l’intervento dell’EDPS si sia aggiunto a quello di David Martin, relatore del Parlamento europeo, il cui voto dovrebbe essere un “no”, l’ACTA rimane ancora una proposta attiva e non ancora respinta. La Electronic Frontier Foundation ha pertanto puntato il dito contro la situazione, allertando tutti gli attivisti per ricordare come il problema non sia accantonato.

In fondo si parla di un accordo plurilaterale progettato per estendere le attuali leggi di applicazione della proprietà intellettuale su Internet: e così, mentre 22 dei 27 Stati membri dell’Unione Europea hanno firmato l’ACTA a gennaio, il Parlamento europeo deve ancora votare per farla diventare una legge europea. Non è un percorso facile né veloce, perché il processo passa attraverso cinque commissioni parlamentari e alcuni comitati che devono esprimere la propria idea sulla proposta di legge. La fase finale del processo di ratifica prevede un voto dei membri del Parlamento europeo, con i deputati che dovranno decidere se adottare o respingere l’ACTA nella sua interezza: un voto che si attende per inizio luglio, ma che potrebbe slittare.

Inoltre, oltre a questo processo di ratifica, vanno considerati i singoli Stati membri dell’UE, che devono decidere se votare l’ACTA: una procedura necessaria, perchè l’accordo obbliga i paesi a mettere in atto sanzioni penali per la violazione dell’IP. E, in maniera di violazione di IP, il diritto comunitario non è ancora armonizzato. Attualmente cinque paesi hanno sospeso la ratifica dell’ACTA (Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi e Bulgaria), mentre la Germania ha dichiarato di voler aspettare il voto del Parlamento europeo prima di decidere.

Date queste premesse, il futuro dell’ACTA è in Europa. Ma, anche se parte della stampa ha portato molti a pensare che la legge sia morta, questo non è vero, perchè molto dipende dalla decisione del Parlamento europeo nei prossimi mesi. La EFF lancia pertanto il monito: non si abbassi la guardia, perché l’ACTA non è ancora alle spalle.

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