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Windows 8 causerà un aumento dei prezzi dei notebook?

Microsoft vuole notebook Windows 8 con schermo touch, ma ciò potrebbe comportare un aumento dei costi produttivi e del prezzo finale.

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Con molta probabilità Windows 8 arriverà sul mercato ad ottobre e, per quella data, i produttori dovranno essere pronti ad annunciare nuovi notebook e ultrabook basati sul sistema operativo Microsoft. Secondo Digitimes sarebbero iniziati i primi problemi relativi ai costi, dato che le nuove funzionalità di Windows 8 potrebbero comportare un aumento del prezzo finale dei prodotti.

La principale novità di Windows 8 è rappresentata dall’interfaccia Metro, sviluppata con il chiaro obiettivo di portare il sistema operativo su tutti i dispositivi con schermo touchscreen. Non solo tablet, ma anche ultrabook e notebook “convertibili”, che uniscano i principali vantaggi delle due categorie di prodotti.

I produttori attendono con impazienza il lancio di Windows 8, in quanto permetterebbe loro di aumentare le vendite. Il dubbio deriva però dalle richieste di Microsoft, che vorrebbe più modelli touch sul mercato. L’utilizzo di pannelli touchscreen potrebbe comportare un aumento dei costi produttivi, ai quali deve essere aggiunto quello delle licenze Windows. Il risultato sarebbe un prezzo finale troppo elevato e quindi una diminuzione della domanda da parte dei consumatori.

Se il prezzo degli ultrabook rimane alto, mentre quello dei notebook è destinato a salire, le vendite saranno inferiori alle attese e bisognerà aspettare fino al 2013 inoltrato per raggiungere i risultati sperati. Del resto, nessuno degli attori coinvolti vuole rinunciare al proprio margine di profitto: Intel non vuole ridurre i prezzi dei processori, gli ODM (Original Design Manufacturer) hanno già guadagni risicati, mentre i produttori di PC non vogliono vendere notebook e ultrabook in perdita.

In definitiva, è molto probabile che il numero di modelli con schermo touchscreen, disponibili in occasione del lancio di Windows 8, siano molto meno di quelli previsti da Microsoft (circa il 30%).

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