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Avaaz sotto attacco informatico?

Il sito Avaaz, noto per l'attivismo virtuale transnazionale, sostiene di essere stato vittima di un attacco cracker perpetrato da istituzioni governative.

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Una denuncia arriva dal sito Avaaz, importante piattaforma per la sensibilizzazione verso i temi urgenti del pianeta. Il portale attivista, fonte di democrazia transnazionale e capace di influenzare i grandi della terra con le proprie petizioni, ha infatti diramato un comunicato stampa con cui rivela di essere stato (e di continuare ad esserlo) sotto attacco informatico. E c’è di più: i gestori si dicono certi che si tratti di un’azione mirata per indebolirne la portata, perpetrata da una multinazionale o da un organismo governativo.

Il tutto sarebbe accaduto in concomitanza di un appello per la grave situazione sociale in Siria, dove i fumi di una guerra incrociata stanno mettendo a repentaglio la popolazione e la sicurezza del pianeta. Dopo aver ricevuto minacce dalla stessa dittatura siriana, che ha definito i gestori del sito come gli “uomini più pericolosi della terra”, e aver pubblicato delle mail fra l’impero di Rupert Murdoch e la governance britannica in cui veniva dichiarata l’ostilità verso questa forma di democrazia partecipativa, il sito ha subito una 36 ore di attacchi cracker continui.

I servizi di Avaaz non sono finiti offline, sebbene pare abbiano subito dei rallentamenti, grazie a un sistema automatico di backup e sicurezza, ma i gestori si dicono preoccupati per il loro futuro, perché la politica non amerebbe una presa di coscienza concreta, e dal basso, su temi che solitamente sfuggono agli occhi dei cittadini comuni.

Le polemiche sui supposti attacchi informatici, però, non si sono fatte attendere: vi sono alcuni utenti dubbiosi sui social network che accusano il sito di non essere stato sufficientemente trasparente sulla natura di queste intrusioni cracker, non fornendo dati effettivi sull’intensità delle violazioni subite, le metodologie utilizzate e quant’altro. In realtà, ad Avaaz viene indirettamente criticata la decisione di associare uno strumento per la donazione libera al comunicato in questione, giustificato dalla necessità di aumentare le entrate dell’organizzazione da investire in sicurezza.

Quale sia la verità non è dato sapere e, conoscendo le modalità d’azione tipiche di Avaaz, è possibile che nelle prossime ore vengano rilasciate informazioni dettagliate per fugare ogni dubbio. Nel frattempo, si ricorda come proprio Avaaz sia stato il responsabile delle proteste virtuali, tutte di successo, per la salvaguardia della libertà di Internet, con mobilitazioni contro SOPA, PIPA e ACTA fra le tante. In Italia, dove come referente e attivista vi è la giornalista Giulia Innocenzi, volto femminile delle trasmissioni di Michele Santoro, grande rilevanza ha avuto la petizione collettiva contro la Legge Bavaglio, con oltre 230.000 sottoscrizioni.

Fonte: Avaaz • Via: Digital Trends • Immagine: Prof MKD (Flickr) • Notizie su: