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Facebook in Borsa: azioni tra 28 e 35 dollari

Facebook si quoterà a breve in Borsa: le azioni dovrebbero costare fra i 28 e i 35 dollari, con un'Ipo fra i 77 e i 96 miliardi di dollari.

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La quotazione in Borsa di Facebook si avvicina sempre di più e non a caso arrivano alcune indiscrezioni riguardanti il valore che le azioni del social network potrebbero avere una volta sbarcato sul mercato. Le più recenti voci arrivano da una comunicazione che i vertici del sito fondato da Mark Zuckerberg hanno fatto alla SEC (Securities and Exchange Commission) in vista dell’IPO, prevista a quanto pare entro un paio di settimane.

Secondo quanto si viene a sapere sulla base di queste voci, le azioni Facebook, una volta sbarcato nel listino Nasdaq, costeranno tra 28 e 35 dollari, dando così un valore complessivo alla società pari a una cifra compresa tra 77 e 96 miliardi di dollari, quindi un po’ meno di quanto ipotizzato nella prime proiezioni, quando si parlava di una capitalizzazione superiore ai 100 miliardi di dollari.

Anche se le cifre reali potrebbero essere inferiori a quanto ipotizzato qualche mese fa, Facebook supererebbe comunque un gruppo come Google, che ai tempi del suo sbarco a Wall Street vantava 24 miliardi di dollari di capitalizzazione, oltre a diversi altri grossi nomi dell’industria high-tech arrivati negli anni scorsi sui mercati azionari.

Le azioni messe in vendita da Facebook saranno 337,4 milioni, di cui 30,2 milioni appartenenti a Mark Zuckerberg. L’IPO, programmata per il 18 maggio, aprirà nuovi scenari per Facebook, che grazie agli incassi generati dalla quotazione in borsa potrà trovare nuove risorse per fortificare il proprio giro d’affare e ampliare i propri campi d’interesse, aumentando di conseguenza la penetrazione sul mercato.

Il dibattuto tra gli analisti resta però aperto in attesa di capire se e quanto investire su Facebook sia opportuno, dato che c’è chi avanza dei dubbi sul fatto che l’arrivo a Wall Street del social network possa trasformarsi nell’ennesima bolla finanziaria come le tante che si sono avute in questi anni, soprattutto legate proprio al settore dell’informatica e dei nuovi media.

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