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Lynda.com: 70 milioni di guadagno dai tutorial

Lynda.com, il portale dedicato ad apprendimento, ha guadagnato 70 milioni di dollari senza pubblicità, grazie alla strategia dell'abbonamento.

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Chi non è mai capitato su Lynda.com, il portale dedicato ai tutorial e all’apprendimento? Il sito, fondato negli anni ’90, ha appena sfiorato i 70 milioni di dollari di guadagno dalla sua immensa libreria educativa, senza nemmeno ricevere un centesimo in pubblicità. Come è possibile?

Lynda.com è stata fondata per 20.000 dollari nel 1995 da Lynda Weinman, una docente di scienze informatiche convinta che Internet potesse diventare un veicolo formidabile per l’insegnamento, ancora prima che le capacità della Rete consentissero la multimedialità in cui oggi siamo immersi. Il portale consta ora di una libreria di oltre 1.200 corsi, suddivisi in lezioni testuali, tutorial video, infografiche su una varietà infinita di temi, quasi tutti connessi agli online media. Famosissimi, ad esempio, sono i video istruttivi sulle suite produttive di Adobe.

Su Lynda.com, tuttavia, non vi è mai stata pubblicità. Non tanto perché i gestori non la volessero, piuttosto perché il mondo dell’advertising non ha mai manifestato interesse per le potenzialità della società. E così è stato scelto un modello diverso di business, quello della sottoscrizione di un abbonamento, che ha generato quest’anno 70 milioni di guadagni, un record mai eguagliato da nessun altro sito con vocazione educational. Un abbonamento non propriamente tra i più economici, 25 dollari al mese, tuttavia acquistato da migliaia di utenti sparsi per tutto il globo. Come è stato possibile ammaliare tanti utilizzatori, nell’ecosistema di Internet dove le risorse gratuite hanno la meglio su qualsiasi altro modello economico?

La risposta è decisamente semplice, ma non per questo scontata. Lynda.com ha elaborato dei contenuti qualitativamente ineguagliabili, ha creato una modalità d’apprendimento standardizzata che risulta molto pratica all’utente desideroso di imparare. Seguire un tutorial su Lynda.com significa avere la certezza di essere in grado di riprodurre quanto imparato non appena finito il filmato, significa apprendere degli skill originali che raramente si incontrano sul mercato del lavoro. Non è un caso che il portale sia diventato un punto di riferimento per la comunità dei grafici, considerato come già disponesse di ore e ore di girato sulla suite Adobe CS6 ancora prima fosse distribuita al pubblico. In altre parole, l’abbonamento mensile diventa una garanzia per l’apprendimento e gli utenti sono ben felici di pagarlo, perché le alternative come eHow o Khan non sono in grado di fornire un livello qualitativo altrettanto elevato.

Lynda.com, inoltre, è anche opportunità di lavoro. Molti dei contenuti presenti sono forniti da professionisti esterni all’azienda, con un sistema di revenue sharing che offre discreti guadagni: all’autore viene pagato un fisso anticipato e poi, per la logica del “un buon autore non è necessariamente un un buon insegnante”, una percentuale a seconda del livello di gradimento del contenuto da parte degli utenti.

Nel futuro dell’azienda, che da qualche tempo ha allargato la propria portata all’interoperabilità di smartphone e tablet, vi è l’espansione a livello globale. Nonostante gli utenti internazionali siano il 20% del totale degli iscritti, i tutorial presenti sono tutti in lingua inglese. Il sito spera ora di investire quanto di guadagnato, introiti che per stessa ammissione della fondatrice sono arrivati dopo anni di vero e proprio deserto di portafoglio, nella traduzione e nella sottotitolatura dei contenuti nelle principali lingue mondiali. E chissà che non vengano fondate delle vere e proprie filiali, delle redazioni locali sparse qua e là per i cinque continenti.

Fonte: TechCrunch • Notizie su: