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Dell Project Sputnik, ultrabook Linux

Il Project Sputnik permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni web utilizzando una piattaforma open source basata sul Dell XPS 13 e Ubuntu 12.04.

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Fino a qualche anno fa, Dell offriva Ubuntu agli utenti desktop e notebook, ma questa opzione è stata eliminata nel 2010. Dopo circa due anni, l’azienda torna ad abbracciare il mondo open source, annunciando Project Sputnik, il primo ultrabook Linux per sviluppatori basato sul Dell XPS 13 e Ubuntu 12.04.

Il progetto sperimentale ha una durata di sei mesi, durante i quali i tester potranno contribuire allo sviluppo del software, inviando feedback, commenti e suggerimenti attraverso il sito Idea Storm.

La scelta di Ubuntu 12.04 non è stata casuale. La distribuzione Linux è molto diffusa in ambito desktop e notebook; inoltre, l’azienda guidata da Mark Shuttleworth ha già collaborato in passato con Dell. Chi possiede un ultrabook Dell XPS 13 può scaricare e installare l’immagine del sistema operativo che contiene driver e patch per l’hardware, tool di sviluppo, utility, tre editor e due browser (Firefox e Chromium), ai quali presto verrà aggiunta la possibilità di effettuare il download di vari “profili” dal repository Github.

Le difficoltà maggiori incontrate nello sviluppo di Sputnik hanno riguardato i driver. Molti problemi sono stati risolti grazie all’aiuto di Canonical, ma è ancora parziale il supporto per il trackpad e la funzionalità multitouch. Gli sviluppatori web devono però avere a disposizione una piattaforma stabile e completa, per cui non basta utilizzare una distribuzione Linux con tutti i driver. Servono quindi strumenti per la creazione e il testing delle applicazioni. Per questo motivo, Dell ha pianificato lo sviluppo di un tool per il download dei “profili” da un repository. I primi profili disponibili saranno Android, Ruby e JavaScript.

Per il futuro Dell prevede la creazione di una piattaforma all-in-one per il testing e la distribuzione basata sul cloud di OpenStack. Gli sviluppatori potrebbero anche implementare micro nuvole localmente e poi inviare il codice verso un servizio cloud di maggiori dimensioni.

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